Whey protein, come e perchè

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whey e anabolismo muscolare

Molti culturisti sono particolarmente attenti per quanto riguarda la loro assunzione proteica: la maggior parte di loro riesce a calcolare con precisione i grammi introdotti ogni giorno e quelli presenti in ogni pietanza. La proteina viene presa nel suo significato più letterale come sostanza nutritiva più importante per la muscolatura e sarebbero ben pochi i culturisti che metterebbero in discussione la necessità di incrementare la dose di proteine per favorire l’anabolismo.

Tuttavia quando parliamo di integratori ci sono alcuni punti ancora poco chiari. Ne esistono di tanti formati, fonti e lavorazioni che la scelta è diventata più problematica.

Tecniche di lavorazione delle whey protein

Le proteine a scambio ionico sono caratterizzate da un prezzo elevato e una limitata disponibilità e contengono fino al 70% di beta lattoglobulina e il 10% di alpha lattoglobulina, valori lontani a quelli del comune latte vaccino e materno; bisogna inoltre considerare che a livello umano la beta lattoglobulina è molto più allergenica rispetto l’alpha lattoalbumina. Nelle whey isolate a scambio ionico, le lattoferrine sono praticamente assenti per via dei processi utilizzati che non favoriscono la presenza delle frazioni vitali più piccole: questo è uno svantaggio piuttosto grosso perché le frazioni del siero hanno grossi benefici in termini di salute.

Lo svantaggio delle proteine filtrate rispetto quelle a scambio ionico è la loro inferiore purezza. Inoltre quelle filtrate hanno un contenuto leggermente superiore di lattosio e grasso e questo può interessare soprattutto quella parte dei consumatori che soffre di intolleranze.

Anche se le proteine ultra filtrate contengono in proporzione più grassi, la verità è che tutte le proteine del siero ne contengono una quota perché rimuoverla totalmente significherebbe denaturare in maniera profonda la proteina, perdendo tutta la sua capacità biologica. Rispetto al classico grasso del latte quello legato alla proteine del siero è più ricco di grassi saturi. Non sempre le etichette riescono a riportare il quantitativo esatto di grassi e colesterolo, e questo è un concetto che è bene che ogni consumatore conosca, quando va a scegliere una proteine di origine animale piuttosto che una fonte vegetale, per motivi di salute e benessere.

La qualità di un integratore di proteine del siero

D’altra parte gli esperti rassicurano sul fatto che il grasso degli integratori di proteine del siero non è sempre uno svantaggio, soprattutto se l’obiettivo non è tanto quello salutistico bensì l’aumento della massa muscolare in maniera superiore rispetto a ciò che il corpo normalmente e naturalmente consentirebbe. Una forzatura di adattamento che prevede quindi qualche necessario compromesso.

Per quanto riguarda la qualità finale dell’integratore che il consumatore acquista, esso dipende non solo dalle tecniche di lavorazione ma anche da tutti i cambiamenti a livello di pH, dalla esposizione ad una temperatura più o meno elevata, dal tipo di conservazione e spedizione fino alla conservazione ultima operata dall’utente. Risulta importante quindi preoccuparsi di mantenere il più possibile la struttura originale delle varie componenti della proteina e le proteine del siero concentrate possono essere in tal senso il miglior compromesso in termini di qualità ed efficacia.

L’importanza della glutammina

Per quanto riguarda il contenuto di lattosio, nelle proteine concentrate del siero lo troviamo in una percentuale di circa il 6 o il 7% mentre quelle isolate ne presentano solamente l’1%. La cosa più importante per aiutare l’intestino è comunque quella di preservare la propria salute a livello di microflora batterica assumendo Probiotici e glutammina, che viene utilizzata dalle cellule immunitarie.

Chiunque stia cambiando alimentazione, si trovi sotto stress per qualsiasi motivo, inerente lo stile di vita, il lavoro o l’attività fisica, dovrebbe cercare di assumere circa 20 o 25 g al giorno di glutammina in piccole dosi da circa 4 o 5 g ognuna.