Sport e diabete: alimentazione e integrazione

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Diabete e sport, dieta e integratorti

Nell’ultimo decennio, sempre più medici riconoscono l’importanza dell’attività fisica nella prevenzione e nel trattamento di numerose malattie croniche e degenerative: in questo caso quindi il dottore non si limita più a suggerire semplici passeggiate o il classico corso di nuoto ma l’attività vera e propria della palestra. A questo punto la domanda diventa quella di risalire al tipo di pratica più idonea per l’individuo ed è da questo interrogativo che sorge l’esigenza di palestre attrezzate per la gestione di tali problematiche.

Tra le patologie più diffuse e in costante aumento troviamo il diabete di cui esistono due forme, quella di tipo uno, autoimmune, che si manifesta di solito sin dai primi anni di vita e necessità dell’insulina, e il diabete di tipo due che non è insulino-dipendente e che un tempo si riscontrava solo nella fase della mezza età e che oggi invece è in aumento anche nei bambini per via dei tassi di obesità crescente.

Diabete di tipo II, alimentazione e supplementi naturali

Quest’ultimo diabete è essenzialmente legato a uno stile di vita scorretto e ad una alimentazione non equilibrata, quadro che va a generare la situazione di insulino resistenza e richiede un approccio basato non solo sui farmaci ipoglicemizzanti ma anche sulla dieta. Per quanto riguarda l’esercizio fisico, si tratta di uno strumento importante per migliorare le condizioni del paziente e nel diabete due l’approccio risulta più semplice soprattutto se non si fa uso di farmaci e se non sono presenti correlate patologie alle articolazioni o al cuore. Sia l’attività con i pesi che l’aerobica hanno infatti la capacità di migliorare la sensibilità insulinica, andando a compensare le difficoltà di chi soffre di diabete II.

L’alimentazione più idonea per chi soffre di insulino resistenza prevede il controllo dei cibi a contenuto di carboidrati che dovranno essere scelti a basso indice glicemico o a basso carico glicemico. L’indice glicemico fa riferimento a 50 g di carboidrati ed è legato alla velocità di assorbimento del glucosio che è superiore per gli zuccheri semplici mentre il carico glicemico indica la quantità di carboidrati per 100 grammi di alimento.

Ogni pasto deve contenere preferibilmente sia carboidrati che proteine che grassi in maniera da abbassare l’indice glicemico complessivo. I grassi migliori sono quelli polinsaturi e monoinsaturi, da evitare quelli saturi.

Gli integratori più adatti agli sportivi diabetici, dal cromo al coenzima Q10

Il cromo è uno dei fattori che modula la tolleranza del glucosio e il suo utilizzo è raccomandato nella misura di 200 µg al giorno che possono essere incrementati in caso di insulino resistenza fino a 1000, in funzione delle indicazioni del proprio specialista. Anche l’acido lipoico è utilizzato nella medicina europea nell’ambito del diabete II per il suo effetto ipoglicemizzante che consente di abbassare i livelli glicemici consentendo un maggiore passaggio del glucosio nelle cellule. Il dosaggio ideale per chi soffre di diabete di tipo II è di 600 µg.

Anche la vitamina D è di solito utilizzata nei casi di insulino resistenza perché una sua carenza è direttamente correlata a tale fenomeno: per quanto riguarda le dosi parliamo di almeno 2000 UI giornaliere. Anche 1 g di cannella al giorno e 400 mg di magnesio sono in grado di migliorare la sensibilità insulinica e abbassare l’indice glicemico dei carboidrati. Infine recenti ma consistenti ricerche hanno individuato livelli bassi di coenzima Q 10 negli individui diabetici osservando che una supplementazione di 200 mg di tale sostanza ogni giorno riesce ad abbassare la glicemia.