Bodybuilding, il dilemma: cosa pensano mogli e fidanzate di quei corpi muscolosi?

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Moglie delusa VS marito bodybuilder, mattinata movimentata da un acceso “dialogo sopra i massimi sistemi”

Moglie: «Buongiorno caro».
Marito: «Buongiorno cara».
Moglie: «Sorpresa, sorpresina! Ieri sera, mentre tu già dormivi, ho deciso di farti un regalo con le mie manine…».
Marito: «Oh, ma come sei dolce tesoro mio. E cosa sarebbe questo regalo?».
Moglie: «Una bella torta di mele con crema pasticcera e panna montata! Quella che ti piaceva tanto mangiare i primi tempi in cui uscivamo insieme. Ti ricordi? Che bei momenti…».
Marito: «Ma cara, lo sai, io non posso mangiare quelle “porcherie”. Sono un bodybuilder».
Moglie: «Eccoci, ci risiamo. Ancora con queste storie. Quante volte te lo devo dire che la devi smettere con queste idiozie? Bodybuilder… Uhhh, figuriamoci. Lascialo fare agli altri, per favore. E poi, questa mattina non ho proprio voglia di discutere. Mi sono svegliata con un’emicrania pazzesca. Per cui, tagliamo corto. Ah, a proposito caro… Oggi dobbiamo andare a fare la spesa in centro, e poi siamo a cena fuori in quel ristorante super chiccoso per il compleanno di mia sorella, ricordi?».
Marito: «Tesoro, oggi non posso venire con te a fare la spesa, ho l’allenamento in palestra. Vai tu a farla, tanto non abbiamo molte cose da comprare. Poi, alle casse d’acqua ci penso io domani».
Moglie: «Ma insomma, possibile che mi lasci sempre sola? Da quando ti sei messo in testa quest’assurda storia di far crescere i muscoli per metterti a confronto con altri “svitati” come te, mi trascuri. Non mi porti più a cena fuori, non passiamo mai un pomeriggio insieme, non facciamo l’amore da giorni. Perché tu torni sempre a casa stanco. Insomma, lo capisci che a me non frega nulla dei tuoi muscoli e di tutte quelle cose lì?».
Marito: «Ma a me interessa, tesoro, è questo che non capisci. Ognuno ha le sue passioni, e questa è la mia».
Moglie: «Ma stai sempre davanti allo specchio, sei diventato un piacione! E poi spendi tanti di quei soldi in quei barattoli pieni di… ecco, non so nemmeno come si chiamano quelle “porcate”. Asteroidi?».
Marito: «Da quando ci siamo sposati, ti ho fatto mai mancare qualcosa per caso? E poi, gli asteroidi stanno in cielo. Questi si chiamano steroidi. Ma io non li prendo, uso solo integratori. Non capisci proprio nulla».
Moglie: «Sei tu che non capisci. Non sai come mi sento, tutte quelle donne che ti girano intorno in palestra, che vogliono tastare i tuoi bicipiti. Basta, ho deciso, voglio il divorzio».
Marito: «Ok cara, bene, chiama l’avvocato intanto. Io ora devo andare ad allenarmi».

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Shakira, cantante dalle curve super sexy. Difetti? Ai suoi fans fanno impazzire

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Capelli biondi e fluenti, che danzano a ritmo di musica, statura mini, che non arriva nemmeno al metro e sessanta, e fianchi pronunciati, che ballano sinuosi e accattivanti. Eccolo il bigliettino da visita di Shakira, la sexy cantante colombiana, classe 1977. Inserita nella lista dei principali esponenti del pop latino, la super diva si è affacciata al panorama discografico sudamericano nel 1996. Sono passati già diciotto anni. E in questo lasso di tempo la cantante è riuscita a ottenere un enorme successo, e ad accumulare migliaia di fans in tutto il mondo. Dapprima, nel 2001, ha sfondato con l’album Laundry Service, che è riuscito a piazzare più di venti milioni di copie, conquistandosi un buon posto nella classifica dei cento album più venduti di sempre. Poi, l’avvio di una carriera musicale corredata da due Grammy Award e dieci Latin Grammy Award. La bella Shakira è considerata una sorta di apripista nel panorama artistico sudamericano, essendo la prima e l’unica cantante made in America Latina ad aver raggiunto il primo posto nelle classifiche nazionali dell’Australia, del Regno Unito e degli Stati Uniti d’America.

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Culturismo o bufala? Greg Valentino e la sua “cruda verità” sugli steroidi

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Oggi abbiamo deciso di proporvi un altro video, di cui si avrà di che discutere (come l’ultimo pezzo che abbiamo postato). Il protagonista è Greg Valentino, newyorchese nato negli anni Settanta, che ha deciso di dedicarsi al mondo del culturismo già in tenera età – la passione gli è nata intorno ai quattordici anni –, e ha iniziato a interessarsi soprattutto a una parte del suo corpo: i bicipiti. Una circonferenza di ben settantuno centimetri. Il bodybuilder (e passateci il termine, nonostante qualche vero cultore della forma fisica potrà ritenersi offeso), negli anni, si è guadagnato una fama mondiale e i suoi video hanno fatto il giro del web, YouTube in primis, scatenando polemiche e assensi tra gli internauti, addetti a lavori o curiosi che siano. E, infatti, qui non si sta parlando solo di “notorietà positiva”. Perché Greg Valentino è forse considerato uno dei più odiati bodybuilder della storia del culturismo americano. Perché? Due parole: steroidi e Synthol.

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Iniezioni di oli e alcol per gonfiarsi i bicipiti, bodybuilder rischia la vita

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Oli minerali e alcol, non solo composti proteici per avere muscoli extra large. Siamo a Olinda, una città dello stato brasiliano di Pernambuco sulla costa atlantica del paese sudamericano. E lui è Arlindo de Souza, un 43enne super gonfio che, per la sua stazza, e non a torto, è stato soprannominato “The Mountain” (“la Montagna”): con i suoi bicipiti da 73,7 centimetri, detiene il record dei “più grandi muscoli del Brasile”. Nessun regalo di madre natura però. Per raggiungere quelle dimensioni da Hulk, come ha confessato lui stesso, Arlindo non si è dedicato all’attività fisica intensiva in palestra, né ha iniziato ad assumere integratori alimentari decisamente “più salutari”. Ha pensato, invece, di darsi alle iniezioni, più che invasive: un intruglio nocivo fatto di oli, alcol e anestetici, assunto tre volte alla settimana per due mesi, che potrebbe risultargli perfino fatale. Che poi, a cosa sarà servito? A niente. Nonostante l’aspetto da braccio di ferro – come potete vedere nelle immagini –, i bicipiti del bodybuilder non hanno forza, solo gonfiore, poiché la miscela iniettata nel corpo viene assorbita esclusivamente “in apparenza”.

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Obesità, arriva il nuovo studio: basta spegnere il gene del grasso

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Una scoperta che ha dell’incredibile, e che rivoluzionerebbe il mondo della salute mondiale. Si chiama IRX3 ed è il gene del grasso, direttore d’orchestra dei problemi di obesità. Disattivandolo, al di là delle diete ferree e dell’attività fisica compulsiva, si diventerebbe più magri fino al 30%, ma non senza effetti indesiderati. È quanto rivelato da un nuovo studio americano e spagnolo pubblicato su «Nature», e firmato da Marcelo Nobrega dell’università di Chicago e da Jose Luis Gomez-Skarmeta del Centro andaluso di biologia dello sviluppo di Siviglia. I ricercatori hanno scoperto che i topi Ogm in cui era stato “disattivato” il gene IRX3 risultavano molto più magri rispetto a quelli che ancora lo possedevano. Nonostante un’alimentazione ipercalorica, oltre a pesare circa il 30% in meno, infatti, gli animali mostravano una massa grassa minore, parevano “immuni” all’obesità, e rivelavano una capacità migliore di metabolizzare il glucosio e fronteggiare così il rischio di diabete.

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La fine di un mito: muore Larry Scott, il primo Mr Olympia della storia

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Otto marzo 2014, il mondo del bodybuilding piange la scomparsa di una stella. Muore Larry Scott, soprannominato “The Legend” e “The golden Boy”, il primo Mr Olympia della storia, titolo che il grande agonista si è guadagnato meritatamente prima nel 1965, poi nel 1966. Molto conosciuto e apprezzato tra gli addetti ai lavori per il suo fisico scultoreo e, soprattutto, per i bicipiti al top – per i quali decise di creare uno specifico programma di allenamento –, nacque a Blackfoot, città dello stato dell’Indaho, il 12 ottobre del 1938.

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“Se te lo spiego col calcio, lo capisci?”, le donne e la metafora del pallone

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Dote innata di pochi. Non capita da molti. Sottovalutata da altri. L’ironia, a parer nostro, è il modo più divertente e comico di vedere la vita, di affrontare i problemi, e di litigare con gli altri. Non tutti la pensano così, ma credeteci, a volte, è meglio un sorriso e una battuta tagliente che un urlo condito di parolacce. Ebbene, ecco che una rivista quadrimestrale spagnola di calcio, cultura, stili e nostalgia, la cui testata è Libero (e non si parla chiaramente del quotidiano made in Italy), ha deciso di utilizzare proprio l’ironia in chiave calcistica per spiegare in “modo soft” alcuni concetti che, troppo spesso, sono considerati bocconi amari da mandare giù. Una campagna di lancio che dice qualcosa, fa ridere, porta a riflettere, e arriva a tutti… maschietti in primis: “Se glielo spieghi col calcio, lo capisce”. Quattro spot in cui quattro donne si trovano a dover affrontare questioni delicate con i loro uomini. E per farsi capire, decidono di usare la metafora del pallone. Il gergo calcistico, nel corso degli anni, si è insediato sempre più nel nostro parlar quotidiano. “Non mi prendere in contropiede”, “Ti sei salvato in corner”, “Mi stai facendo pressing psicologico”, modi di dire che vengono utilizzati da miliardi di persone, e non solo nelle situazioni più informali. E, allora, perché non parlare di problemi di coppia, di cultura e, più in generale, di vita partendo dalle storie di calcio?

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