Whey protein: domande e risposte sulle proteine del siero

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Nell’articolo di oggi vogliamo approfondire alcune delle domande che più spesso ci vengono poste riguardo le proteine del siero di latte per offrire spunti di riflessione utili e concreti. Questo integratore è estremamente diffuso in ambito sportivo e i negozi ci mettono a disposizione tante varietà che si distinguono per concentrazione, finalità utilizzo e lavorazione della materia prima.

Il primo aspetto che tratteremo riguarda il contenuto di glutammina assumibile attraverso questi prodotti: si tratta di una dose sufficiente? Consideriamo innanzitutto che la glutammina rappresenta la metà dei nostri aminoacidi e che le proteine del siero ne contengono circa 6 g ogni 100 di prodotto. La caseina per quanto riguarda le proteine ricavate dal latte è più ricca rispetto a quelle del siero e arriva a contenerne dagli 8 ai 10 g per ogni etto.

La glutammina cui facciamo riferimento è quella peptidica che dal punto di vista molecolare è unita ad un altro aminoacido: nella sua forma libera infatti risulterebbe meno stabile in presenza di acqua, modifiche di temperatura e di pH. Per questi motivi la glutammina in legame peptidico è capace di resistere alle condizioni più ostili e viene preferita anche in termini di assorbimento. Questo formato di glutammina viene elaborato 10 volte più efficacemente dal nostro corpo ed è quindi importante scegliere integratori che contengano questo tipo di aminoacido e stabilirne attraverso l’etichetta la concentrazione esatta.

Proteine idrolizzate e denaturate: sono comunque utili?

Le proteine del siero possono essere lavorate per idrolisi e questo processo le modifica in modo permanente generando una proteina con un’attività biologica praticamente pari a zero: il processo di idrolisi infatti rompe i legami peptidici e la struttura proteica ma gli aminoacidi restano presenti e si configurano come il motivo principale per scegliere comunque una proteine idrolizzata.

Proteine del siero e appetito: aiutano controllare la fame?

Alcune molecole presenti nelle proteine del siero aiutano a tenere sotto controllo l’appetito anche se allo stesso tempo incentivano la presenza di enzimi digestivi e stimolano l’insulina. Queste frazioni si trovano nel siero ma il nostro stomaco può produrne autonomamente dalla caseina. Dire che le proteine del siero aiutino a controllare effettivamente la fame è un’affermazione da effettuare con prudenza: i nutrienti che generano un effetto di sazietà superiore sono sicuramente i grassi e quelli da preferire sono i cosiddetti buoni provenienti da frutta secca, semi e olio extravergine. Le proteine però sono comunque molto valide in questo senso perché aiutano il dimagrimento necessitando di maggiore energia per il loro metabolismo.

Differenza tra proteine del siero e caseina

La caseina è una proteina di qualità elevata che ha il primo vantaggio di risultare meno allergenica rispetto le classiche proteine del latte che sono assorbite in maniera comunque più rapida e destinate ad un utilizzo immediato degli aminoacidi presenti. Per questo le proteine del siero sono molto indicate per scopi energetici e sostenere la sintesi di tessuto muscolare. La caseina invece rappresenta una fonte a rilascio differenziato configurandosi come una soluzione ideale lontano dai pasti ed in particolare la notte per coprire le ore di digiuno.