Aumentare i pettorali (la fine dello stallo)

- Scritto da in Culturismo Domande Frequenti Sport

Come aumentare i pettorali, soprattutto se abbiamo raggiunto una fase di stallo? Alcuni muscoli singoli o gruppi muscolari potrebbero risultare in effetti carenti per quanto riguarda l’aspetto estetico e quindi molti sportivi iniziano a cercare una soluzione. Quando ci si allena alcune fasce possono stentare più di altre a crescere mentre altre sembrano svilupparsi nonostante stimoli minimi.

I protocolli di specializzazione servono proprio a concentrarsi su determinate regioni per aumentare la qualità e la varietà del lavoro senza trascurare comunque il resto del corpo: in questo approfondimento ci occupiamo nello specifico proprio dei muscoli pettorali.

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Il volume di allenamento per far crescere i pettorali

Un programma di specializzazione mirato sui pettorali richiede in primo luogo l’aumento della frequenza dell’allenamento stesso e del volume di lavoro espresso su base settimanale. Per quanto riguarda il lungo periodo si prende in considerazione l’intervallo di tempo di sette giorni che è la componente più funzionale per organizzare il programma quando si vuole descrivere l’influenza ipertrofica di un determinato workout.

Per aumentare il lavoro complessivo è opportuno quindi distribuirlo in frequenti sedute per stimolare adeguatamente la zona e consentire allo stesso tempo un rapido recupero: questo consentirà di poter allenare nuovamente dopo poco tempo lo stesso gruppo muscolare.

Lo stimolo specifico per i pettorali: tensione e pompaggio

Il secondo parametro da considerare è lo stimolo degli aspetti che determinano il fenomeno dell’ipertrofia ossia della crescita muscolare in una determinata zona. Ci sono tanti fattori che partecipano all’incremento della massa muscolare, come il danno meccanico, la tensione e il pompaggio che rappresentano i 3 più evidenti.

Un programma di allenamento specifico sui pettorali ad elevata frequenza deve prendere in considerazione lo sviluppo di tutte queste qualità nell’unità settimanale, gestendo variazioni per quanto riguarda il carico, il numero delle ripetizioni, i tempi dedicati al riposo e al recupero e al tipo di esercizio per indurre stimoli diversi sullo stesso muscolo. In questo modo si svilupperanno al massimo i fenomeni di reazione e adattamento allo stress che il corpo pone in essere a seguito di ogni allenamento.

Un errore che in palestra si commette spesso quando ci si vuole concentrare su un unico muscolo è quello di trascurare il resto del corpo: il nostro organismo invece si esprime in maniera limitata quando si cercano di ottenere risultati in poco tempo su una sola zona. Ecco allora che bisogna considerare che il testosterone e ipertrofia risultano meglio stimolati se l’allenamento sollecita quante più unità motorie possibili e quindi non solo la zona mirata ma anche il resto del corpo.

L’intensità d’altra parte deve essere modulata per allenarsi senza impedire il recupero e compromettere i workout dei giorni successivi: non è mai utile allenarsi fino allo stremo delle forze soprattutto quando ci si concentra su una sola area muscolare.

Infine è opportuno menzionare l’importanza della dieta e della tecnica con cui si svolgono gli esercizi. Partendo da quest’ultima è opportuno farsi seguire da un allenatore soprattutto le prime sedute programmandone tre o al massimo quattro durante la settimana in funzione della propria capacità di recupero. Il petto ad esempio può essere allenato per tre giorni a settimana alternando un giorno sì e un giorno no, mentre il resto dei gruppi muscolari sarà allenato circa ogni quattro giorni.

Per quanto riguarda la dieta bisogna considerare imprescindibile il principio del bilancio calorico positivo ossia un’assunzione di calorie che deve risultare sempre superiore a quelle effettivamente bruciate: solo in questo modo sarà possibile osservare un aumento della massa magra che si concentrerà grazie all’attività fisica in particolare nelle zone che vogliamo stimolare maggiormente.