Probiotici e prebiotici: la salute passa dall’intestino

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Nell’ottica di una detox generale dobbiamo tenere presente che la conversione delle sostanze tossiche e la loro eliminazione si verifica soprattutto nel fegato e in secondo luogo nella mucosa dell’intestino. L’intestino infatti non è solo il canale attraverso cui introduciamo il cibo che viene elaborato ed assorbito ed in parte eliminato: si tratta di un sistema estremamente complesso, dotato di un proprio sistema nervoso. Tant’è che in tale sede sono presenti molte più cellule nervose rispetto allo stesso cervello.

Per questo motivo ci si riferisce all’intestino anche con la definizione di secondo cervello. Qualsiasi neurotrasmettitore e ormone presente nel nostro sistema cerebrale, è presente anche a livello intestinale. Ad esempio la stessa serotonina è prodotta addirittura per il 95% proprio nell’intestino che è importantissimo anche per il sistema immunitario di cui annovera ben il 70% di tutte le cellule che ne fanno parte e questo è motivato dal fatto che proprio nella zona digerente è importante opporsi al passaggio degli agenti patogeni eventualmente ingeriti.

L’importanza della flora batterica

La flora batterica dell’intestino conta oltre 400 differenti specie di microbioti di cui però solo 30 o 40 di queste rappresentano il 95% quindi la quasi totalità. Il peso complessivo di tali microbi si stima tra ben 1 e 3 kg e può essere considerata una sorta di organo nascosto tante sono le sue funzioni. Le colonie di batteri cosiddetti buoni agiscono in simbiosi con il nostro corpo e si contrappongono ai batteri patogeni che invece generano tossine e possono danneggiare il fisico.

La formazione dei batteri buoni ossia dei probiotici è la miglior difesa che abbiamo nei confronti dei patogeni e la loro concentrazione è strettamente correlata al nostro stato di salute nonché alle nostre capacità immunitarie.

Probiotici e prebiotici per il sistema immunitario

Per essere definito probiotico, un microrganismo deve essere di origine umana, non deve essere patogeno, deve essere attivo a livello intestinale e capace di colonizzarne una parte moltiplicandosi e pportare benefici per l’organismo. Ogni ceppo di probioticogenera effetti diversi ed in generale tali benefici riguardano i processi di detossificazione, sintesi di vitamine del gruppo B e della vitamina A, miglioramento delle intolleranze, miglioramento nell’assorbimento dei nutrienti, prevenzione nei confronti sia dei malanni di stagione che delle malattie più severe, prevenzione delle infiammazioni, rinforzo del sistema immunitario, ruolo di modulazione nel peso corporeo.

E’ quindi importante valutare quando è necessario reintrodurre questi batteri probiotici per rinforzare o ripristinare il proprio stato di salute intestinale. I prebiotici sono sostanze che perlopiù corrispondono a fibre solubili lavorate dai probiotici tramite fermentazione per produrre acidi grassi che rappresentano la principale fonte energetica delle cellule del colon. Questi prebiotici quindi aiutano a mantenere l’integrità della mucosa dell’intestino e ne sostengono la naturale capacità di autorigenerarsi.

I frutto-oligosaccaridi sono i prebiotici più utilizzati, sono digeriti solo dai batteri probiotici e quindi fungono da nutrimento degli stessi. Esistono inoltre gli integratori simbiotici che apportano dei nutrienti che migliorano l’equilibrio della flora e diminuiscono gli stati infiammatori come ad esempio la glutammina che è capace di aumentare il numero delle cellule della mucosa dell’intestino e la salute dei villi intestinali (integrandone circa 50 mg per ogni chilo di peso).

Anche gli acidi grassi essenziali aiutano la riparazione delle eventuali lesioni delle pareti intestinali e calmano le infiammazioni mentre lo zinco aiuta la risoluzione dei disturbi gastrointestinali e infiammatori che sono spesso correlati a una carenza di tale micronutriente.