Metalli pesanti: rimedi naturali in caso di intossicazione

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Quando il nostro organismo assorbe in maniera acuta o cronica i cosiddetti metalli pesanti, il corpo va incontro a una forma di intossicazione più o meno grave e si tratta di un’ipotesi non così remota considerando l’inquinamento e la presenza di sostanze tossiche che possono essere contenuta nell’aria, nell’acqua, nel terreno in cui crescono frutta e verdura e più in generale in tutti cibi che ingeriamo, senza considerare farmaci e materiali che maneggiamo quoidianamente per svariate attività o cui siamo esposti.

I metalli pesanti sono così definiti per il loro peso atomico in funzione dell’unità di riferimento che corrisponde all’atomo di carbonio. L’intossicazione o avvelenamento è quel fenomeno descritto secondo le conseguenze fisiologiche e patologiche sull’impatto che tali sostanze possono generare sulle nostre funzioni, riguardo gli organi, i tessuti e le singole cellule.

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Intossicazione metalli pesanti: come riconoscerla e come intervenire

Tali molecole hanno una capacità particolarmente elevata di entrare in contatto e interagire con il nostro corpo, quello dei nostri familiari, ma anche degli animali e delle piante che vivono con noi. In caso di intossicazione o avvelenamento grave i sintomi sono facilmente riconoscibili, dalla nausea improvvisa al vomito, dai crampi addominali alla diarrea. Questi fenomeni si manifestano in caso di avvelenamento acuto mentre per quanto riguarda la casistica cronica, il corpo manifesta anche debolezza, febbre, dolori articolari e talvolta non è semplice individuare l’origine e riconoscere l’intossicazione.

Altri sintomi che possono essere correlati ad una intossicazione da metalli pesanti: anemie, formicolii, anomalie cardiache, disidratazione, irritazione polmonare, perdita di memoria, linee orizzontali osservabili sulle unghie, ossa deformate soprattutto nei bambini, aborto spontaneo o parto prematuro per quanto riguarda le donne in stato di gravidanza… Un’esposizione cronica ai metalli pesanti può generare varie patologie e aumentare il rischio tumorale.

Per quanto riguarda il trattamento, è bene innanzitutto precisare che ci sono differenze a seconda del tipo di metallo assorbito e le quantità nonché le caratteristiche del soggetto. Il rischio maggiore e le conseguenze più gravi sono correlate a neonati, bambini piccoli, anziani. La diagnosi non è sempre facile ma il trattamento principale è in primo luogo l’allontanamento dall’esposizione alla sostanza coinvolta.

Tra i test utilizzati per diagnosticare la tossicità dei metalli o determinare la gravità dell’esposizione possiamo elencare quello della funzionalità dei reni, l’analisi delle urine e la ricerca di proteine specifiche nelle stesse, studi sulla funzionalità del fegato, emocromo completo, ecografia, radiografia e TAC addominale, elettrocardiogramma ed altre indagini sull’efficienza del muscolo cardiaco.

Attivi naturali per trattare o prevenire l’intossicazione da metalli pesanti

L’utilizzo di sostanze naturali o di origine sintetica può risultare fondamentale per prelevare e legare le tossine consentendone una più agevole espulsione soprattutto attraverso l’apparato urinario, ma anche la pelle e l’espirazione. Oltre ai classici farmaci chelanti, esistono anche alcuni integratori naturali molto efficaci in tal senso, come l’alga clorella e le altre alghe, il selenio, il glutatione, la crusca di riso, l’acido alfa-lipoico, la vitamina C e la vitamina E, e amminoacidi quali la taurina e la glutammina.

Tali integratori vanno assunti rispettando le indicazioni riportate sulle rispettive etichette: in caso di preesistenti patologie e/o utilizzo di farmaci è fondamentale consultarsi con il proprio specialista.