Eliminare il frumento raffinato: ecco i benefici

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Sono in tanti a conoscere la celiachia, una intolleranza ad una proteina contenuta nel glutine che è presente in molti prodotti realizzati a partire dai cereali. Non tutti però conoscono la sensibilità al glutine, una sindrome dove mancano le lesioni intestinali e il malassorbimento al punto di diagnosticare la celiachia, presentando tuttavia dei sintomi di infiammazione cronica che possono trasformarsi in intestino irritabile e permeabile. Questo significa che le molecole che non vengono digerite entrano nel sangue e favoriscono la nascita di malattie autoimmuni come ad esempio la tiroidite.

Il glutine innesca così una reazione immunitaria che attraverso l’infiammazione alimenta l’insulino resistenza, l’aumento adiposo e il sovrappeso in un circolo vizioso apparentemente difficile da contrastare.

Quanto glutine ingeriamo ogni giorno

In realtà se riflettiamo su quello che mangiamo ogni giorno, tanti prodotti contengono effettivamente farina quasi ad ogni pasto, dal pane alla pasta, dalla pizza ai prodotti da forno e i dolci. Il glutine è presente in molti cereali come frumento, orzo, segale, avena (salvo diversa specifica sulla confezione) ma quello che si configura il maggiore responsabile della sensibilità è il frumento – sia perché viene consumato in quantità maggiore, sia perché quello moderno è prodotto utilizzando tecniche di ibridazione e trattamenti a base di radiazioni al cobalto che hanno aumentato il contenuto di glutine rispetto ai grani cosiddetti antichi (che risalgono almeno alla prima metà del novecento).

D’altra parte è facile notare come gli antenati e spesso già solo i nonni non avessero questi problemi nonostante la loro alimentazione prevedesse grandi quantità di pane e derivati dei cereali: nel loro caso infatti le frazioni proteiche che provocavano la sensibilità o la celiachia erano molto diverse rispetto al glutine moderno. La caratteristica tipica del glutine è la sua appiccicosità, fondamentale per la consistenza e la lavorabilità nelle preparazioni alimentari ma è proprio questa qualità che genera effetti negativi sul nostro apparato digerente.

L’amido che è presente nel frumento inoltre aumenta l’insulina in misura maggiore rispetto lo stesso zucchero bianco, alimentando ulteriormente la situazione infiammatoria, che a sua volta è ulteriormente potenziata dal glutine che va ad attivare degli enzimi che sono quelli che vengono inibiti ad esempio da medicinali come ibuprofene e aspirina.

Cambio di abitudini, ridurre o eliminare il glutine

Consumare farina di frumento raffinata e più in generale un’elevata quantità di glutine aumenta le infiammazioni, il grasso e il sovrappeso che resiste anche ad approcci alimentari ipocalorici. E’ anche vero che rinunciare a prodotti contenenti glutine risulta piuttosto difficile perché esso una volta digerito crea una specie di assuefazione contenendo delle esorfine (gluteomorfine) che a livello cerebrale producono un effetto simile agli oppiacei, generando una simulata sensazione di benessere.

Una volta superata la fase di astinenza da glutine che può durare diversi giorni, la scelta sarà decisamente più semplice da portare avanti. Come alternativa si consiglia di orientarsi su prodotti che non contengano glutine come il grano saraceno, il riso integrale, l’amaranto: fortunatamente al giorno d’oggi sia nei supermercati biologici che in quelli della grande distribuzione possiamo trovare facilmente interi scaffali dedicati anche queste necessità. invitiamo ovviamente a leggere sempre le etichette con attenzione sia dei cibi che degli integratori soprattutto quando si intraprendono questi percorsi in maniera da non vanificare gli effetti che si vogliono ottenere.

Esistono anche le cosiddette farine di grani antichi con cui vengono realizzati pizze, impasti e altri generi alimentari già pronti all’uso che contengono una quantità e qualità di frumento/glutine molto differente dal grano moderno e risultano generalmente meglio tollerate dall’organismo come ad esempio il Farro dicocco, Senatore Cappelli, Gentil Rosso, Timilia …