Aminoacidi e ruolo organico: focus sui ramificati

- Scritto da in Culturismo Domande Frequenti Integratori Notizie e Novità Sport

Gli aminoacidi sono sostanze che dal punto di vista funzionale sono essenziali per la costruzione delle strutture proteiche. Gli scienziati ne contano 22 distinti in essenziali e non essenziali a seconda della capacità o meno del nostro corpo di sintetizzarli da solo. Considerando che l’organismo umano è realizzato per il 75% di massa solida proprio da proteine è facile immaginarne il livello di importanza di queste sostanze.

Fino a non molti anni fa gli aminoacidi erano semplicemente ritenuti materiali da costruzione delle proteine ma ulteriori approfondimenti hanno precisato il valore nutritivo ed energetico degli stessi chiarendo le alterazioni da essi subite prima di essere inseriti nei vari cicli organici e chiarendo anche il rapporto tra gli stessi e altri elementi e composti metabolici.

Proprietà biologiche degli aminoacidi essenziali

Gli aminoacidi detengono numerose proprietà biologiche, in primo luogo come elementi costitutivi delle proteine. Essi tuttavia apportano anche azoto contribuendo alla conservazione dell’equilibrio dell’azoto complessivo, sono essenziali per la produzione di altri aminoacidi e anche per la sintesi di ormoni, vitamine, neurotrasmettitori ed enzimi. Possono generare corpi chetonici, glucidi ed altre sostanze.

La somministrazione di una miscela di aminoacidi può essere sufficiente per la conservazione dell’equilibrio azotato a patto che ne siano contenuti gli otto che vengono per questo definiti aminoacidi essenziali. Gli otto aminoacidi essenziali sono lisina, triptofano, valina, leucina, isoleucina, metionina, fenilalanina e treonina.

Nell’ambito del culturismo la composizione aminoacidica dei muscoli è definita soprattutto dai tre aminoacidi essenziali a catena ramificata ossia leucina, isoleucina e valina. Questi tre elementi hanno caratteristiche particolari, nell’ambito dello stimolo alla sintesi di nuove proteine e per quanto riguarda il contenimento della disgregazione delle stesse.

Aminoacidi ramificati: un ruolo complesso e insostituibile

Tale attività è svolta soprattutto dalla leucina che più delle altre molecole sostiene la formazione di nuove proteine e inibisce il catabolismo. Anche se i meccanismi di azione non sono ancora completamente chiariti, la maggiore sintesi proteica e la corrispondente ritenzione superiore di azoto può essere facilmente osservata analizzando le urine.
Per questi motivi gli aminoacidi ramificati sono utilizzati non solo in ambito sportivo con successo ma anche per il trattamento della distrofia muscolare che si verifica in caso di traumi, digiuno, malattie croniche.

Un’altra caratteristica molto interessante è che questi tre aminoacidi a differenza degli altri, non vengono lavorati nel fegato ma direttamente nei muscoli e quindi anche in caso di insufficienza epatica risulta un’integrazione particolarmente efficace, anche quando gli altri aminoacidi non possono essere metabolizzati correttamente.

In situazioni particolari come quella di un digiuno, in caso di diabete o di un’attività fisica particolarmente intensa e prolungata, si attiva la formazione di glucosio a partire da fonti proteiche con particolari protagoniste sia l’alanina sia la glutammina rilasciata dei muscoli. In queste stesse condizioni interviene la leucina che genera un superiore rilascio di questi due aminoacidi determinando la gluconeogenesi e quindi una importante fonte energetica per i muscoli.

BCAA: conservazione dell’azoto, stimolo alla massa, riduzione del catabolismo

Ricerche scientifiche mirate hanno osservato che i meccanismi che consentono di conservare l’azoto da parte degli aminoacidi ramificati in una fase post-traumatica non sono legati solamente alla formazione di glucosio e alla sintesi di alanina ma anche a un’attività diretta dei ramificati usati come substrato energetico che fermano il prelievo degli aminoacidi dai muscoli.

Per quanto riguarda l’attività fisica prolungata, sappiamo che essa stimola la perdita di proteine della muscolatura e quindi avere una maggiore disponibilità di aminoacidi ramificati consente di inibire almeno parzialmente questo processo stimolando allo stesso tempo la sintesi di nuove proteine. I BCAA quindi possono assumere in tali condizioni una doppia funzione, da una parte plastica e dall’altra contribuendo al metabolismo energetico attraverso il loro diretto catabolismo.

Il fabbisogno di aminoacidi ramificati è direttamente proporzionale all’entità dell’esercizio fisico cui si sottopone il proprio corpo considerando sia l’intensità che la durata.
Quando consumiamo un pasto proteico, i ramificati risultano i primi aminoacidi ad essere effettivamente assorbiti e nelle tre ore successive all’ingestione tra il 50 il 90% degli aminoacidi trattenuti dalla muscolatura sono proprio i BCAA. Quando il muscolo ne assume più del necessario essi aiutano la sintesi di altri aminoacidi svolgendo una funzione ulteriormente anabolica e andando a stimolare la produzione di insulina (in particolare la leucina).

Questo significa che una buona percentuale del glucosio nel flusso ematico sarà spinto nelle cellule muscolari e utilizzato come energia e che gli aminoacidi nel sangue saranno a loro volta favoriti nel loro ingresso muscolare per la sintesi proteica. Gli aminoacidi ramificati sono infine rilevanti anche per l’umore, l’attività cerebrale, il sonno e il senso della fame.