Perdita di peso e carico glicemico

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In questo approfondimento parliamo del rapporto tra perdita di peso, insulina e attività fisica. L’insulina è un ormone prodotto dalle cellule del pancreas con la funzione di mediare il metabolismo dei glucidi nella quasi totalità dei nostri tessuti. Per questo è importante conoscere tali meccanismi al fine di regolare la propria alimentazione e ottimizzare l’allenamento.

Normalmente, quando il glucosio aumenta di concentrazione, il pancreas risponde producendo insulina per stabilizzare i livelli ematici e riportare equilibrio. Legandosi a specifici recettori, questo ormone favorisce l’ingresso dei nutrienti e del glucosio in particolare nelle cellule dei muscoli e nelle cellule adipose, affinché il glucosio stesso sia utilizzato come fonte di energia e in caso di eccessi, trasformare la quota di surplus in lipidi nel processo noto come liposintesi.

Attività fisica e ipoglicemia

Quando pratichiamo una attività fisica prolungata, succede all’opposto che il nostro organismo sperimenti una condizione di ipoglicemia per via dell’aumento delle catecolamine. Le catecolamine, come l’adrenalina e la noradrenalina sono ormoni che inibiscono le cellule del pancreas deputate alla sintesi dell’insulina e consentono agli acidi grassi di essere mobilitati e utilizzati per produrre energia.

Come controllare l’insulina attraverso l’alimentazione

Per ottenere la calma insulinica fondamentale per il dimagrimento, è davvero l’unico modo limitare i carboidrati al pre e al post workout per evitare bruschi innalzamenti glicemici? In realtà non tutti i carboidrati sono equivalenti perché l’indice glicemico può variare.

L’indice glicemico è un valore numerico tra 0 e 100 che è attribuito ad ogni alimento in funzione della sua capacità di variare la glicemia e stimolare l’insulina. Le nostre ricette dovrebbero quindi avere l’obiettivo di prediligere alimenti a basso indice glicemico ma quello che dobbiamo tenere in considerazione è che tale valore si riferisce a 100 g di prodotto, quindi è importante non solo l’IG ma la quantità che introduciamo nel corpo di quel determinato cibo.

Il carico glicemico prende in considerazione in maniera precisa la quantità delle porzioni: pensiamo al caso del miele che è facile da comprendere e rappresenta uno degli alimenti con indice glicemico più alto. Ovviamente non si può evitare di riflettere sul fatto che difficilmente ne mangeremo 100 g in una unica somministrazione. Questo è valido, in aggiunta al fatto che anche che la cottura e particolari combinazioni con altri nutrienti contribuiscono alla variazione di tali valori di IG e quindi del modo in cui il nostro corpo reagisce.

A livello di integrazione alimentare esistono alcuni prodotti come la cannella, il cromo e l’acido alfa-lipoico che consentono di tenere sotto controllo il glucosio nel sangue ed evitare picchi e quindi iperglicemia. E’ fondamentale rispettare le indicazioni di somministrazione presenti nelle etichette e consultarsi con il proprio medico in caso di qualsiasi dubbio, soprattutto con patologie preesistenti o contemporanea assunzione di farmaci.

Assumendo questi integratori non significa che non si debba prestare la giusta attenzione a quello che si porta a tavola ma si tratta comunque di supplementi alimentari molto efficaci e sicuramente utili per contribuire a raggiungere più facilmente il proprio obiettivo che in questo caso è mantenere in equilibrio i fisiologici livelli di glucosio nel nostro sangue e favorire una sana perdita di peso a scapito dei grassi.