Vitamina D, un doveroso approfondimento

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Tutti gli esperti affermano ormai all’unanimità una carenza generalizzata di vitamina D, soprattutto per chi risiede nelle regioni più settentrionali: questa carenza può essere foriera di patologie serie e spesso irrimediabili se non si interviene per tempo. La nostra alimentazione non è mai stata sufficientemente presa sul serio, almeno dalla maggior parte dell’opinione pubblica (anche se forse oggi si sta osservando un’inversione di tendenza)…

Ma è solo grazie ad essa che possiamo affrontare la vita di ogni giorno, sia che si tratti di sfide impegnative in palestra, sia che si tratti della nostra normale attività lavorativa, tenendo sotto controllo allo stesso tempo l’insorgenza di malattie che potrebbero risultare anche mortali. C’è anche chi afferma l’importanza di macronutrienti dimenticandosi del ruolo dei micronutrienti: dedichiamo l’approfondimento di oggi proprio ad uno di questi, la vitamina D.

Vitamina D e calcio

Le ricerche scientifiche ci indicano che livelli fuori norma di questa vitamina sono associati a un vasto catalogo di malattie, dal tumore all’osteoporosi, dal diabete ai disordini cardiovascolari e al sistema immunitario. La vitamina D in realtà non è un’unica sostanza bensì è un gruppo di molecole simili agli ormoni con qualità liposolubile che il corpo utilizza per produrre calcitriolo.

La vitamina D rimane inerte nel nostro organismo finché non si trasforma in un suo componente attivo. Questo processo, semplificando, si svolge così: se ci esponiamo circa 30 minuti al sole, abbiamo promosso la sintesi di circa 30.000 unità di vitamina D nel giro di ventiquattr’ore, una quantità che tuttavia varia in funzione del tipo di pelle ed in particolare per chi è già abbronzato 20.000 o 30.000 unità che diventano 8000 > 10.000 per chi ha la pelle scura. Le creme protettive d’altra parte riducono la sintesi di questa vitamina e quindi bisogna utilizzarle quando necessario: la protezione 15 riduce del 99% la produzione della vitamina D, per fare un esempio concreto.

Questa vitamina viene prodotta nella pelle ed entra nel flusso ematico legandosi ad alcune proteine dei capillari: dal torrente ematico raggiunge il fegato che la converte nella sua forma attiva chiamata anche calcidiolo. Quest’ultima per svolgere le sue attività deve passare dai reni dove viene convertita nel calcitriolo attraverso un processo di idrossilazione.

Vitamina D per chi va in palestra

L’attività della vitamina D è fondamentale per l’assorbimento del calcio a livello intestinale e in caso di carenza solo il 10 > 15% del calcio assunto attraverso l’alimentazione viene assorbito. Se si ha difficoltà nell’assorbimento di calcio le cause possono essere molteplici e non bisogna cercare rapide soluzioni ingerendo più cibo che potenzialmente lo contenga: il latte vaccino ad esempio esplica nel nostro corpo un’attività fortemente acidificante e altera il pH naturale interno del nostro organismo che quando siamo in salute è leggermente alcalino.

Ogni fattore coinvolto nella sintesi del calcio e nell’attivazione della vitamina D deve essere tenuto in considerazione per risolvere eventuali problematiche di salute. Si consideri che un ottimale presenza di questo micronutriente migliora l’assetto ormonale e controlla i geni che ostacolano la proliferazione cellulare nociva, un ruolo importantissimo nella prevenzione e nel trattamento dei tumori.

Per quanto riguarda dello specifico il mondo del culturismo, il giusto apporto di questo integratore è fondamentale per la qualità della struttura ossea, per la prevenzione dei dolori articolari anche a distanza di diversi giorni dall’ultimo workout e per il sostegno continuo alle difese immunitarie. La vitamina D inoltre riduce le infiammazioni che ostacolano il recupero muscolare diminuendo la performance e aumentan sia in numero che in dimensione le fibre muscolari a contrazione rapida, sollecitate soprattutto nella pratica sportiva che prevede scatti muscolari e sprint. Anche il cuore trae beneficio dal giusto apporto di vitamina D normalizzando la pressione e rendendo tale muscolo più efficiente.