Flora intestinale e cervello, ecco come sono collegati

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La micro flora intestinale, la cosiddetta flora endogena raccoglie l’insieme dei batteri che rivestono le mucose sia interne che esterne. Il microbiota si riferisce al complessivo patrimonio batterico che colonizza il corpo, sia di carattere patogeno, sia necessario alla sopravvivenza.

Questi batteri esistono sul pianeta da oltre 3 miliardi di anni mentre l’uomo è comparso circa 200.000 anni fa. Essi si raggruppano in famiglie anche molto diverse tra loro, per dimensioni e numero di cellule. Il primo a suggerire che le malattie fossero in qualche modo correlate alle condizioni dell’intestino fu un microbiologo russo che ricevette il premio Nobel per la medicina nel 1908 aprendo la strada agli studi comprensivi sul nostro sistema immunitario.

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Batteri e salute, il giusto equilibrio

Questo scienziato è stato il primo ad applicare batteri per correggere disfunzioni intestinali nonché l’inventore dello yogurt con i fermenti. Anche se la ricerca scientifica sull’argomento è tuttora in corso, due affermazioni possono definirsi sicure: la prima è che i batteri che colonizzano le mucose aiutano il nostro sistema immunitario a lavorare correttamente e partecipano anche al metabolismo energetico fermentando le fibre alimentari per ottenere glucosio; ma allo stesso tempo contribuiscono anche alla produzione delle vitamine del complesso B e K.

Un neonato incontra i primi batteri nel canale del parto: quando il parto avviene in maniera naturale questi saranno i primi batteri a colonizzare e svilupparsi del bambino: dopo i primi contatti con la madre il corredo batterico diventerà sempre più ricco aman mano che incontrerà i parenti e tutte le persone con cui verrà in contatto. Qualsiasi nuovo ambiente o incontro aggiungerà nuovi ceppi batterici che integreranno la varietà dei batteri materni.

In condizioni di buona salute la maggior parte dei nostri batteri contribuisce al benessere sia psicologico che fisico in un rapporto che prevede 80% di batteri benevoli e un 20% di batteri potenzialmente patogeni. La loro presenza comunque non ci deve preoccupare perché loro capacità di riproduzione è piuttosto limitata e tenuta sotto controllo dagli altri batteri. L’importante è rispettare le proporzioni in modo che i batteri amici risultino la stragrande maggioranza e questo è possibile grazie allo stile di vita e alimentare bilanciato e regolare.

Sistema immunitario tra cervello  e intestino

L’alterazione di questo equilibrio genera un sistema immunitario compromesso incapace di reagire adeguatamente alle necessità ed inoltre anche il metabolismo energetico e la produzione delle vitamine che abbiamo citato vengono alterati. Questo implica anche una modifica per quanto riguarda l’attività nervosa, una minor protezione dei tessuti e più in generale una maggiore predisposizione ad ammalarsi in maniera cronica.

Recenti scoperte hanno identificato un vero e proprio cervello a livello viscerale con ripercussioni sia sulla vita organica che emozionale. A titolo di esempio citiamo la serotonina, un neurotrasmettitore cerebrale considerato l’ormone della felicità e dell’equilibrio emozionale che viene prodotto per il 95% proprio nell’intestino.

Il controllo e il collegamento diretto fra il sistema nervoso e l’apparato intestinale è dettato dalla liberazione dell’acetilcolina. Nell’intestino si contano oltre 100 milioni di neuroni, un numero analogo a quello che possiamo ritrovarne nel midollo spinale ma aggiungendo anche quelli presenti nell’esofago, nello stomaco e nell’intestino crasso, la conta dei neuroni e delle terminazioni nervose intestinali è decisamente più numerosa rispetto al midollo spinale stesso.

È stato inoltre accertato che un microbiota sano è fondamentale per la nostra salute e la sua alterazione cronica porta a conseguenze molto serie che possono poi corrispondere alla sindrome metabolica, obesità, accelerazione di fenomeni neurodegenerativi, diabete e così via. L’utilizzo di Probiotici sta diventando una pratica clinica sempre più estesa per contrastare il declino della massa batterica e migliorare il rapporto tra i batteri amici e quelli potenzialmente pericolosi.