Aumenta la concentrazione con la caffeina

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Nell’arco degli ultimi 10 anni stiamo assistendo ad una sorta di riscoperta dell’importanza di alimentarsi bene per mantenere una salute ottimale e ad oggi le conoscenze permettono di individuare alcune sostanze che possono aumentare ulteriormente il nostro benessere.

Anche dal punto di vista sportivo sembrano finiti i tempi in cui ci si imbottiva di strane sostanze prima della competizione: già gli antichi romani somministravano ai gladiatori miscugli di cibi ritenuti energetici e in tempi più recenti, nel pugilato -per raggiungere il peso- i protagonisti digiunavano e si nutrivano solo di sangue bovino con il risultato di arrivare tutt’altro che pimpanti sul ring.

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Aumentare la concentrazione con supplementi naturali

Oltre agli integratori che favoriscono la spinta energetica e quelli che migliorano l’anabolismo, c’è una terza categoria che risulta rispetto le altre la più trascurata e che concerne l’aumento della concentrazione. Si tratta tuttavia di un aspetto molto rilevante per uno sportivo perché può spingere le individuali potenzialità consentendo di allenarsi in maniera più proficua.

Uno dei principi attivi più conosciuti e utilizzati a tale fine è sicuramente la caffeina che fino a non molti anni fa era considerata una sostanza dopante se utilizzati in grandi quantità. Si tratta della molecole ergogenica più conosciuta e studiata, un alcaloide naturale presente in alcuni vegetali e rapidamente assorbito dal nostro corpo, capace di comparire nel sangue già dopo 5 o 15 minuti dall’ingestione raggiungendo il proprio picco entro i 40 e gli 80 minuti.

Per quanto riguarda i quantitativi da ingerire per migliorare la performance, uno studio ha evidenziato che dosaggi medi di 200 o 300 mg di caffeina, corrispondenti a un paio di tazzine di caffè, possono esplicare i risultati migliori tenendo in considerazione anche gli effetti collaterali.

Per quanto riguarda l’effetto ergogenico della caffeina negli sport anaerobici la sua efficacia è ulteriormente amplificata nei soggetti ben allenati mentre i principianti osservano miglioramenti ma in percentuali inferiori.

Nell’ambito di questo studio i soggetti allenati avevano ricevuto 5 mg per ogni chilo di peso di caffeina e avevano effettuato diverse serie di scatti da sei secondi intervallati da cinque minuti di pausa. La potenza anaerobica massimale registrata nel gruppo che aveva ingerito caffeina era decisamente superiore rispetto al gruppo placebo di controllo. Nell’analisi di oltre 100 studi sulla somministrazione di caffeina ed i suoi effetti, la prestazione oggettiva migliora in media dell’11,2%.

Una alternativa alla caffeina vera e propria: il guaranà

Un altro principio attivo molto interessante per incentivare la concentrazione è il guaranà, una pianta rampicante sudamericana che cresce soprattutto nelle regioni amazzoniche e ben conosciuta dagli indios per aumentare il proprio vigore e la resistenza durante le battute di caccia.

Capita che venga erroneamente assimilata al caffè per via della presenza di caffeina nei semi, la cui concentrazione può raggiungere anche il 7%: il quantitativo in realtà è variabile a seconda del tipo di preparazione cui i semi vengono sottoposti.

Negli ultimi anni il guaranà sta richiamando l’attenzione della scienza per via della presenza di altri attivi molto interessanti oltre alla caffeina come le saponine, i polifenoli e le metilxantine. Questa sostanza è in grado di migliorare la sensazione di affaticamento, i riflessi, l’umore e la reattività.. Il guaranà inoltre partecipa incentivando la termogenesi e una migliore mobilitazione dei grassi a scopo energetico.