Integratori alimentari e infiammazioni: salute e benessere (anche) sportivo

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L’infiammazione corrisponde alla spontanea risposta del corpo nel processo di guarigione: le infiammazioni acute innescano infatti una serie di reazioni biochimiche che sono correlate alla riparazione di un trauma oppure di una ferita. Di solito la prima soluzione esogena è l’utilizzo di antiinfiammatori non steroidei oppure di cortisone, efficaci sul controllo del dolore ma rischiosi poiché possono rallentare il processo naturale di auto-riparazione.

Gli anti infiammatori ad esempio impediscono la sintesi di prostaglandine che aiutano i vasi sanguigni ad essere più dilatati: la conseguenza di tutto ciò è che il processo di guarigione viene ritardato o inibito. L’infiammazione da contrastare è soprattutto quella cronica, priva di sintomi visibili che lavora sul lungo periodo con un’infiammazione di grado inferiore, mentre l’infiammazione acuta è da incentivare.

Contrastare le infiammazioni con i supplementi naturali

Gli eicosanoidi sono ormoni che il nostro corpo produce e controllano gli altri ormoni del corpo, l’attività immunitaria, cuore e cervello. Sono prodotti in presenza di acidi grassi e modulati dall’insulina quindi possono essere promossi anche da una dieta ricca di omega tre e omega sei, intervenendo sul rapporto tra glucagone ed insulina.

Abbiamo due forme di eicosanoidi quelli pro infiammatori e quelli anti infiammatori. Tra queste due famiglie deve sussistere un equilibrio che è fondamentale per mantenere uno stato di salute ottimale ed evitare patologie croniche.

Uno squilibrio tra questi eicosanoidi a vantaggio di quelli che favoriscono l’infiammazione determina quadri di infiammazione cronica che causano molti disturbi, dalle allergie all’artrite, dall’asma all’ipertensione, dalla depressione ai tumori, dall’ictus all’Alzheimer eccetera.

L’infiammazione cronica è considerata il killer silenzioso tipico dello stile di vita occidentale, caratterizzato da sedentarietà, ingestione di cibo povero di nutrienti e ipercalorico: le calorie in particolare provengono da carboidrati ad alto indice glicemico e grassi di origine industriale. L’inquinamento e lo stress sono altri due ulteriori fattori che insieme ai precedenti determinano un aumento delle sostanze biochimiche all’interno del nostro corpo che favoriscono l’infiammazione.

Integratori anti infiammatori naturali: acido alfa lipoico e curcumina

Esistono degli integratori che possono soccorrerci e tenere sotto controllo gli stati infiammatori cronici: l’attenzione verso un migliore stile di vita è sicuramente il primo comportamento da adottare, tuttavia per migliorare la situazione più velocemente è opportuno utilizzare principi nutritivi adatti ad esplicare un’attività antinfiammatoria.

Il primo tra questi integratori è sicuramente l’ acido alfa-lipoico, una molecola che potremmo paragonare a un acido grasso che partecipa al metabolismo dell’energia : è caratterizzato da un elevato potenziale antiossidante proteggendo le membrane cellulari dall’attacco dei radicali liberi e rigenerando le vitamine C ed E. Questo supplemento naturale aiuta ridurre le infiammazioni soprattutto per quanto riguarda quelle che colpiscono il fegato, il cuore ed è utilizzato con ottimi risultati anche in caso di tumori e resistenza insulinica, riducendo in ogni caso i markers infiammatori rilevati nel sangue. Si raccomanda di assumerne dai 300 ai 600 mg ogni giorno e non si sono riscontrati effetti collaterali rilevanti anche con un’assunzione continuativa di oltre sette mesi.

Un altro integratore importante è la curcumina, un principio attivo della curcuma che diminuisce l’infiammazione nei tumori, nel diabete e nelle patologie cardiache. Può migliorare i sintomi dell’artrite e ridurre gli indicatori di infiammazione anche nella sindrome metabolica. Quando viene assunta da sola risulta difficilmente assorbibile ma insieme alla piperina, il principio attivo contenuto del pepe nero, il suo assorbimento aumenta del 2000%. Si consiglia di assumere dai 100 ai 500 mg ogni giorno insieme alla piperina, con cui lavora in maniera sinergica senza generare effetti collaterali – rimanendo entro i dosaggi suggeriti nelle etichette. I soggetti più sensibili che utilizzano quantitativi più massicci possono sperimentare effetti collaterali a carico del tratto digestivo.