Antiossidanti e funzionalità sportiva: facciamo chiarezza!

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Nell’approfondimento di oggi vogliamo trattare un tema piuttosto dibattuto ma molto interessante che riguarda l’ambito sportivo ossia l’utilità per un atleta di assumere integratori antiossidanti. Si tratta di un’abitudine funzionale ai propri obiettivi oppure il fabbisogno può completamente essere sopperito dall’alimentazione? Quando è più opportuno utilizzare i supplementi alimentari antiossidanti e quando si possono sospendere?

Numerose sono le ricerche scientifiche dedicate a questo argomento, tuttavia il parere degli esperti risulta talvolta discordante circa i benefici che si possono trarre dalla supplementazione di antiossidanti, che secondo alcuni possono risultare addirittura dannosi. Cerchiamo quindi di fare chiarezza sull’argomento, partendo dal presupposto che l’intento è analizzare la relazione tra antiossidanti e attività fisica: non parliamo di patologie in corso né di utilizzo di farmaci concomitanti, ma facciamo riferimento ad atleti con una pratica sportiva regolare alle spalle e in buona salute.

Integratori antiossidanti: quasi sempre… sono utilissimi!

Solo quando il fisico si trova in buona salute infatti il nostro corpo ha a disposizione tutte le proprie risorse antiossidanti endogene che nel caso di una malattia risultano fortemente debilitate, carenti o addirittura assenti.

Nell’ambito della pratica sportiva gli antiossidanti risultano sicuramente utili soprattutto quando il corpo si trova già in piena attività ossia quando le risorse interne sono state già buona parte utilizzate. In tale condizione l’assunzione di antiossidanti va considerata non solo utile ma necessaria per proteggere l’organismo.

Se però siamo all’inizio della nostra stagionalità i sistemi antiossidanti interni possono essere già più che sufficienti a coprire le necessità individuali e a quel punto l’integrazione risulta superflua. In questa condizione iniziale è sufficiente che l’atleta si alleni e poi si riposi per potenziare il proprio sistema antiossidante endogeno.

Quindi il primo concetto da sottolineare è che all’inizio dell’attività gli integratori possono non essere necessari, mentre nel pieno della stagione e quindi dell’attività, i supplementi alimentari possono risultare di estremo aiuto per garantirsi non solo buone performance ma anche un ottimale stato di salute.

Un’altra condizione per la quale l’integrazione di antiossidanti risulta molto utile è quando l’atleta prende parte a competizioni che sono scandite in più giorni.

L’antiossidante preso durante l’allenamento ad alte dosi può fermare i normali processi che ci portano al miglioramento, perché il nostro corpo ha bisogno di stress per potenziarsi e tornare più forte di prima. Frutta e verdura assunte durante il giorno possono essere più benefiche, in tal senso.

Invece per quanto riguarda le competizioni suddivise in giorni multipli, l’attenzione non è focalizzata sull’adattamento che il corpo pone in atto verso reazioni esterne e dunque l’antiossidante risulta utile per inibire l’esaurimento dei sistemi energetici e di tutti processi che avvengono costantemente, anche se l’intensità non è elevatissima.

Quali integratori antiossidanti prediligere

La vitamina C e la vitamina E sono integratori utili in queste situazioni così come l’acido lipoico, ma quel che conta è in particolare il dosaggio. Si è infatti notato che gli antiossidanti in alte quantità possono inibire il miglioramento e l’adattamento anche se i nostri sistemi sono in esaurimento, mentre antiossidanti assunti in maniera più regolare e in dosaggi inferiori, possono esplicare un’attività di potenziamento del nostro sistema antiossidante interno perché il corpo viene rifornito in dosi più vicine a quelle necessarie fisiologicamente.