Gli ormoni che favoriscono l’aumento di peso

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In questo approfondimento ci occupiamo degli ormoni cosiddetti ingrassogeni che favoriscono l’aumento di peso e che sono particolarmente rilevanti nell’ottica di una ricomposizione corporea. L’equilibrio ormonale del nostro corpo è estremamente complesso e per quanto riguarda lo stoccaggio di grasso parliamo di tanti processi che sono influenzati principalmente da 4 ormoni: insulina, cortisolo, estrogeni, grelina.

Il ruolo dell’insulina

Iniziamo dell’insulina che viene prodotta nel pancreas e che ha il compito di ridurre i livelli glicemici a seguito di un pasto consentendo di utilizzare il glucosio per produrre energia e facendo si che l’eccesso venga convertito in grasso per un utilizzo successivo.
L’insulina lavora insieme al glucagone e al fattore di crescita IGF1 per mantenere la glicemia stabile.
Quando i livelli di insulina sono elevati è più difficile bruciare grasso. Per tenere sotto controllo l’insulina è fondamentale nutrirsi in maniera bilanciata sin da quando si è bambini, riducendo gli zuccheri semplici e introducendo la giusta quantità di carboidrati complessi bilanciando i grassi e le proteine. Un’alimentazione a prevalenza eccessivamente glucidica può essere la premessa di malattie metaboliche anche in tenera età.

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La funzione degli estrogeni e dell’enzima aromatasi

Per quanto riguarda gli estrogeni essi sono prodotti nelle ovaie (per il genere femminile) e dai surreni, dal fegato, dal tessuto adiposo convertendo il testosterone in estradiolo. Questi ormoni determinano le caratteristiche sessuali della donna, permettono il ciclo mestruale e intervengono sull’utero e sull’apparato mammario.
Gli estrogeni determinano una distribuzione del tessuto grasso intorno alle aree dei fianchi e delle cosce soprattutto e rispetto agli uomini, le donne hanno 100 volte la quantità di recettori degli estrogeni.
Questo significa che maggiore è la quantità di estrogeni e maggiore è l’accumulo di grasso. Nelle donne in età fertile l’ovaio è l’organo che produce maggiormente estrogeni mentre a partire dalla menopausa questi ormoni provengono per la maggior parte dalla conversione degli androgeni ad opera dell’enzima aromatasi.

Tale enzima è tipico del tessuto adiposo e quindi nel caso di un uomo obeso, livelli più bassi di testosterone rispetto agli individui con un peso corporeo nella norma, sono in relazione proprio all’attività di questo enzima che trasforma il testosterone in estrogeno accompagnandosi spesso a una riduzione della fertilità, alla manifestazione di ginecomastia e a disfunzioni erettili di vario genere. L’attività di questo enzima aumenta non solo l’obesità ma accelera i processi di invecchiamento e questo ci fa comprendere come un rapporto corretto tra estrogeni e androgeni possa aiutare uomini e donne ad avere una migliore distribuzione del peso corporeo a favore della massa magra.

Il compito del cortisolo e della grelina

Per quanto concerne il cortisolo si tratta di un ormone prodotto nel surrene e stimolato in situazioni di stress sia acuto che soprattutto cronico. Si tratta di un vero e proprio antinfiammatorio che facilita il rilascio di glucosio dai muscoli e dal fegato e che è classificato in fase acuta tra gli ormoni che aiutano a bruciare grasso ma il suo effetto indiretto è invece quello di farlo accumulare nel momento in cui converte le proteine dei muscoli in glucosio aumentando l’insulina e la capacità di accumulo grasso – soprattutto nell’addome e nelle viscere.
Lo stress può essere sia fisico sia soprattutto mentale: la risposta ingrassante viene attivata in entrambi i casi e in una persona che già soffre di sovrappeso, si innesca un circolo vizioso che autoalimenta lo stoccaggio di grasso soprattutto a livello addominale predisponendo il fisico a risultati deleteri.

La grelina è un ormone che principalmente produce il nostro stomaco e che pur essendo da una parte correlato alla sintesi dell’ormone della crescita, dall’altro un suo eccesso genera sicuramente un effetto ingrassante perché aumenta la fame e tende a farci consumare meno energia inducendoci a muoverci di meno.