Dimagrimento localizzato: come incidono allenamento e temperatura corporea

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Il dimagrimento localizzato rappresenta uno degli argomenti più dibattuti e interessanti dell’ultimo decennio soprattutto per quanto riguarda le applicazioni pratiche in relazione all’attività fisica e i suoi effetti sulla temperatura corporea e sul flusso sanguigno.

Utilizzando una lastra termografica – che consente di confrontare tramite la differenza di colore le diverse temperature – ci si rende conto che le zone più grasse sono anche quelle più fredde per via di una minor circolazione del sangue proprio in quei punti. Come già la scienza aveva osservato alla fine degli anni 90, il flusso di sangue più scarso corrisponde ad una maggiore difficoltà nella perdita di tessuto adiposo nelle stesse zone.

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Dimagrimento localizzato e allenamento spot

Come dimostrano ricerche più recenti effettuate nel a partire dal 2007, il flusso di sangue e la lipolisi risultano più elevate nei tessuti adiposi sottocutanei vicini al muscolo che viene contratto e quindi una sessione più intensa di esercizi riesce a indurre una maggiore lipolisi localizzata e ad aumentare il flusso di sangue nelle zone grasse, situate accanto al muscolo contratto

Per quanto riguarda le tecniche più funzionali, l’allenamento cardio svolto a stomaco vuoto risulta un fattore ideale per realizzare l’obiettivo di un dimagrimento localizzato.

Il tempismo di allenamento è fondamentale per il dimagrimento localizzato

Nel tessuto adiposo gli acidi grassi attraversano una membrana in entrambe le direzioni, verso l’esterno durante la mobilitazione dei grassi, durante il digiuno e l’attività fisica e verso l’interno dopo aver mangiato.

Il tempismo risulta quindi in questi casi fondamentale e di conseguenza quando il corpo si trova con un assetto ormonale favorevole alla riduzione dei grassi – come ad esempio dopo il digiuno -, si tratta del momento migliore per allenare i muscoli più vicini alle zone critiche che si vuole dimagrire.

L’importanza della temperatura corporea per ottenere il dimagrimento localizzato

Un altro aspetto molto interessante è quello di tenere calda la zona in cui il grasso tende ad accumularsi perché il riscaldamento implica un aumento del flusso di sangue favorendo una lipolisi localizzata. Tale risultato si può realizzare utilizzando cinture e fasce in neoprene che però non devono aderire troppo al corpo né essere strette perché in tal caso potrebbero provocare un effetto di vasocostrizione riducendo la circolazione del sangue.

Una tecnica applicata in alcuni centri estetici e palestre è quella dell’utilizzo dei raggi infrarossi, una termo terapia esogena che sviluppa calore superficiale che raggiunge seppur in maniera non completa la cute e i muscoli. I trattamenti localizzati con questi strumenti nei confronti delle zone in cui sono presenti accumuli di grasso aumentano la vascolarizzazione di queste aree e il metabolismo degli adipociti favorendo una maggiore mobilitazione dei grassi del flusso ematico.

La luce ad infrarossi ottimizza il metabolismo cellulare rendendo le membrane più reattive e per questo tali terapie sono utilizzate con successo anche in campo clinico e nell’ambito della riabilitazione sportiva. Cellule e organi esposti agli infrarossi sono attivati dal loro effetto riscaldante e grazie alla vasodilatazione dei capillari il sangue può fluire più agevolmente migliorando sia il rilascio dei grassi, sia l’eliminazione delle scorie con un effetto disintossicante.

La temperatura corporea in relazione al dimagrimento localizzato è stata studiata anche nell’ambito di una ricerca che ha confrontato tre tipologie di allenamento differente che hanno generato il medesimo dispendio di energia, inducendo tre livelli diversi di dimagrimento a seconda che i soggetti avessero svolto come sport nuoto, bicicletta o corsa.

Il gruppo che si è dedicato la corsa è risultato quello che è riuscito a dimagrire maggiormente mentre quello dei nuotatori ha perso meno tessuto adiposo. La spiegazione può essere correlata all’effetto di raffreddamento generato dalla maggiore ventilazione di chi era andato in bicicletta e da chi a contatto con l’acqua aveva nuotato: tali condizioni avevano influito sulla temperatura corporea e rallentato i processi politici.