Dieta a zona, benefici (e lacune?)

- Scritto da in Alimentazione

Tra tutti i regimi alimentari è degno di particolare attenzione quello a zona, una dieta che si riferisce a quel particolare stato metabolico in cui il nostro corpo ha raggiunto il massimo dell’efficienza, senza avere attacchi di fame improvvisi e garantendosi sempre energia e reattività durante gli impegni fisici, anche quelli più intensi.

Il cibo quindi rappresenta esso stesso una medicina da assumere in maniera consapevole, controllata e in proporzione alle reali necessità; il bilanciamento dei nutrienti risulta infatti fondamentale per garantirci una salute ottimale sia dal punto di vista mentale che fisico e questo vale sia per gli atleti sia per gli individui che conducono una vita più sedentaria.

Le nostre migliori offerte NutritionCenter.it

Omega-3 200cpsAnimal Omega 30packsOmega Force 100cps

I principi generali della dieta a zona

In questo approfondimento affrontiamo le regole principali che definiscono la dieta a zona in cui ogni pasto deve garantire una proporzione del 40% di carboidrati, 30% di proteine e altrettanti di grassi. Gli Omega 3 sono integratori che spesso vengono consigliati in concomitanza a questa alimentazione.

Tra un pasto e l’altro non devono mai trascorrere più di 5 ore ed è bene programmare degli spuntini intermedi; è importante limitare al massimo farinacei, prodotti raffinati ad elevato indice glicemico e garantirsi abbondanti porzioni di frutta e verdura a basso indice glicemico per stimolare l’insulina in modo graduale.

Anche gli spuntini devono rispettare le proporzioni dei nutrienti per garantire la migliore risposta ormonale e uno spuntino è consentito anche prima di andare a dormire nel caso la cena sia avvenuta due ore prima dal momento del riposo.

Questo particolare regime alimentare privilegia la frutta e la verdura e riduce rispetto alla dieta mediterranea i grassi e le proteine a vantaggio degli zuccheri.

La priorità biologica di questa dieta è controllare la produzione dell’insulina che è quell’ormone che viene considerato il responsabile dell’aumento di peso indesiderato e dello stato infiammatorio. Ogni pasto è formato dai cosiddetti blocchi ed ogni blocco è costituito da 9 g di carboidrati, 7 di proteine e 3 di lipidi.

Il numero dei blocchi varia a seconda del soggetto perché la dieta deve essere calibrata sull’individuo a seconda della sua massa magra e del tipo di attività fisica svolta. La dieta a zona tende a ridurre drasticamente cereali, pane e pasta e quindi non è semplice da seguire/iniziare per chi è particolarmente affezionato ai canoni della nostra dieta mediterranea. Tuttavia la presenza del glutine genera una sorta di dipendenza che chiunque può riscontrare facilmente ogni giorno tanto risulta difficile rinunciare al pane caldo, alla pizza o a un buon piatto di pasta.

Vantaggi e possibili lacune della dieta a zona

Nella dieta a zona troviamo poco colesterolo e grassi saturi, un buon apporto di fibre e di vitamine. Si tratta di un’ottima base nutrizionale anche se qualche esperto ritiene esistano alcune lacune per quanto riguarda il bilanciamento dei nutrienti. Chi pratica sport potrebbe Infatti aver bisogno di più carboidrati mentre chi è sedentario potrebbe riscontrare un eccesso di proteine; infine la necessità di integrare Omega 3 rispecchia la necessità di compensare i tanti omega-6 introdotti.