Integratori di ferro: tutti i benefici e le controindicazioni

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Il ferro è un elemento essenziale che costituisce l’emoglobina dei globuli rossi e il suo ruolo è quello di trasporto dell’ossigeno verso cellule e tessuti, risultando inoltre fondamentale per la sintesi della mioglobina muscolare. Il ferro inoltre rileva per le contrazioni muscolari facendo parte delle proteine cosiddette contrattili, supporta l’attività di diversi enzimi – ad esempio nel trasporto di elettroni e nel metabolismo aminoacidico- ed infine determina salute e consistenza di unghie e capelli (tant’è una sua carenza ne causa perdita e fragilità). Il ferro inoltre rileva nella trasformazione del betacarotene in vitamina A, nella sintesi degli acidi nucleici e nella produzione del collagene.

A seconda di come si lega chimicamente con l’emoglobina e l’ossidazione, distinguiamo due diverse forme di ferro: il primo è il ferro eme, quello che può unirsi all’ossigeno, presente nelle carni, nel tuorlo delle uova e nel pesce. Abbiamo poi il ferro non eme che è legato a proteine di deposito ed è presente nei cibi vegetali, nei cereali integrali, negli ortaggi a foglia verde ed in particolare spinaci e asparagi. Nel regno vegetale troviamo altre importanti fonti di ferro dai semi di zucca al prezzemolo, dalle mandorle alle prugne secche, noci, legumi… Per condizionare positivamente l’assorbimento del ferro, alcune sostanze risultano molto efficaci come la vitamina C, l’acido Citrico, il fruttosio mentre farmaci come antiinfiammatori e antibiotici lo riducono.

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Il fabbisogno quotidiano di ferro a tutte le età

Per quanto riguarda il fabbisogno quotidiano stimato negli uomini adulti e nelle donne dopo la menopausa, parliamo di 9,3 e 7,5 mg. Le donne in età fertile necessitano invece di una quota decisamente superiore tra i 18 e i 20 mg considerando le perdite dovute al ciclo mensile; nell’adolescenza bastano 12 mg al giorno per i maschi e per le femmine non ancora sviluppate mentre per quanto riguarda i bambini dai sei mesi ai tre anni 7 mg e dai quattro ai 10 anni 9 mg al giorno. Il lattante utilizza le riserve di ferro che ha accumulato durante il periodo fetale e la carenza inizia a svilupparsi nel periodo dello svezzamento – per cui è particolarmente importante fare attenzione agli alimenti somministrati.

Gli integratori di ferro: post-workout per sportivi, fermenti lattici e altre miscele

L’integrazione di ferro non è certamente adatta a tutti e può essere valutata solo in seguito ad approfondite analisi del sangue: il rischio di effetti collaterali, soprattutto a lungo termine, è molto concreto. La maggior parte delle persone non ha bisogno di un supplemento di questo tipo dato che il ferro può essere assunto in modo sufficiente attraverso la dieta, tuttavia in particolari situazioni (come emorragie o cicli mestruali particolarmente abbondanti) un’integrazione di ferro può essere utile per risolvere alcuni sintomi legati alla carenza, ma deve essere sempre valutata dal medico. I dosaggi andranno somministrati in maniera progressiva e graduale, in maniera da contenere i possibili effetti collaterali. Si possono manifestare con una certa frequenza dai dolori addominali alla nausea, vomito, diarrea, stitichezza, disturbi gastrointestinali di vario genere…

Per gli sportivi la migliore integrazione di ferro è quella che si ritrova in miscele di magnesio, altri minerali e vitamine, adatta ad un’assunzione post-workout che contribuisce a reintegrare non solo le carenze di ferro ma anche i sali minerali perduti durante l’attività fisica.

Altri integratori che contengono ferro possono essere associati a vitamina C, B 12, acido folico, B6 che aiutano promuovere la crescita delle cellule e dell’emoglobina, facilitando quindi l’assorbimento dello stesso. Infine esistono anche i fermenti lattici addizionati di ferro soprattutto prescritti a seguito di cura antibiotica che tende a distruggere la flora batterica intestinale: questa associazione quindi garantisce un buon reintegro dei fermenti e un’aggiunta di ferro.