Il ruolo dell’insulina: come modularla a proprio vantaggio

- Scritto da in Domande Frequenti Integratori

L’insulina è una molecola peptidica che viene annoverata tra gli ormoni ed è prodotta dalle cellule dell’organo pancreatico. Il suo compito principale è quello di regolare il livello glicemico ossia la presenza di glucosio nel flusso ematico e consentire al glucosio di entrare nelle cellule per nutrirle. Chi soffre di diabete 1 non sintetizza abbastanza insulina, chi invece è malato di diabete 2 ha una forte resistenza insulinica e questo significa che il glucosio non entra sufficienza nelle cellule.
Il primo tipo di diabete è definito giovanile ed è associato solitamente a un fisico molto magro perché viene a mancare proprio l’attività anabolica di questo ormone. L’insulina infatti è un potente ormone anabolizzante stimolando la sintesi proteica ma soprattutto anche attraverso il glucosio e gli acidi grassi di cui enfatizza la scorta sotto forma di glicogeno nei muscoli e sotto forma di tessuto adiposo costituito da trigliceridi.
Nel diabete due invece, tipico dell’età adulta, troviamo solitamente una situazione precedente di infiammazione determinata da sovrappeso oppure una dieta eccessivamente squilibrata nei confronti di zuccheri semplici e grassi saturi.

Condizioni che alterano l’insulina

Quando consumiamo un pasto troppo ricco di carboidrati o in condizioni di resistenza insulinica, i livelli di insulina risultano più elevati e la combustione dei grassi per produrre energia diventa estremamente difficoltosa. L’insulina alta converte l’eccesso di glucosio in grasso e favorisce la produzione di molecole che favoriscono l’infiammazione, che vanno a ridurre la superficie dei vasi sanguigni diminuendo anche la portata di ossigeno, molecola necessaria anche nell’ottica di una ossidazione degli stessi grassi.

Al contrario di carboidrati infatti i grassi possono essere bruciati solo in presenza di ossigeno mentre i carboidrati possono essere utilizzati anche in maniera anaerobica, con quel processo di glicolisi che produce acido lattico.
La condizione di resistenza all’insulina viene considerata alla base della cosiddetta sindrome metabolica che viene riconosciuta in presenza di tre tra i seguenti quattro indicatori: obesità a livello addominale, eccesso di colesterolo, ipertensione e glicemia con valori superiori a 110. Non sempre la sindrome metabolica viene riconosciuta perché i valori di glicemia e colesterolo a digiuno potrebbero risultare in questi soggetti nella norma ma in realtà la resistenza insulinica è alla base delle malattie cardiovascolari e del diabete e andrebbe ricercata scrupolosamente valutando la glicemia e l’insulina dopo una ingestione orale di glucosio.

La dieta, al di là delle condizioni genetiche e ambientali riveste un ruolo fondamentale: un’alimentazione eccessivamente ricca di grassi saturi e poco ricca di carboidrati, oppure un regime alimentare troppo ricco di zuccheri semplici possono incrementare la condizione di resistenza insulinica. Una volta raggiunta questa condizione, quando viene introdotta un’altra quota di carboidrati, soprattutto ad alto indice glicemico, l’insulino resistenza tende a peggiorare ulteriormente.

Integratori alimentari e modulazione dell’insulina

Per quanto riguarda il mondo degli integratori, alcuni estratti possono risultare particolarmente utili allo scopo. L’acido alfalipoico ad esempio migliora la sensibilità insulinica e consente un migliore accesso del glucosio a livello cellulare. Il cromo migliora la glicemia e la sensibilità insulinica e somministrato a diabetici dimostra la riduzione della media glicemica anche sul lungo termine, senza rischi di ipoglicemia. Anche la cannella può risultare d’aiuto nel miglioramento della sensibilità insulinica e nell’aumento del senso di sazietà, consentendo altresì un abbassamento della pressione del sangue e una migliore distribuzione del grasso corporeo, tanto ad essere annoverata tra gli estratti più diffusi da somministrare in una situazione di sindrome metabolica