Digiuno intermittente: una pratica sostenibile?

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digiuno intermittente

Il digiuno intermittente è uno degli argomenti più interessanti e dibattuti degli ultimi anni che ha un seguito di studi molto promettenti effettuati soprattutto su cavie. Questi esperimenti hanno effettivamente dimostrato che il digiuno intermittente può aiutare la perdita di peso, il miglioramento dei valori del sangue a livello di zuccheri, colesterolo e pressione.

Gli studi sull’uomo hanno confermato l’efficacia e la sicurezza di questo tipo di pratica che comunque in realtà non è più efficace di qualsiasi altra dieta. Un numero che tende a crescere di risultati scientifici dice che l’aspetto più importante per l’efficacia del digiuno intermittente è rappresentato dalle tempistiche con cui si effettua. Grazie a dei timings predefiniti in base all’ individuo è possibile rendere il digiuno intermittente una pratica sostenibile ed efficace non solo per una migliore composizione corporea ma anche per prevenire malattie come il diabete.

Principi dell’intermitteng fasting

Il digiuno intermittente è diventato popolare a partire dal 2012, anno della pubblicazione di un documentario sull’argomento che ha  generato dibattiti sempre più interessanti. Nell’ambito del digiuno intermittente sono privilegiate porzioni abbondanti di frutta, verdura, fibre ma anche proteine e grassi sani, evitando zuccheri e cereali raffinati, cibi trasformati. Questo cibo, che caratterizza una dieta tendenzialmente pulita, viene agevolmente scomposto dagli enzimi intestinali e finisce nel flusso ematico.

Bisogna considerare che i carboidrati ed in particolare quelli che provengono da zuccheri e cereali raffinati, sono scomposti velocemente in zuccheri per produrre energia ma quando le cellule non riesco a utilizzarlo tutto, viene stoccato nelle cellule grasse e l’insulina contribuisce proprio all’ingresso nelle cellule dello zucchero. L’insulina quindi favorisce l’aumento del grasso quando il glucosio è in eccesso.

Un principio che sta alla base dell’efficacia del digiuno intermittente è conseguenza di quello che si verifica tra un pasto e l’altro ossia l’abbassamento della concentrazione di insulina, momento durante il quale le cellule grasse rilasciano lo zucchero da destinare alla produzione energetica. La chiave per perdere peso quindi è consentire all’insulina di scendere abbastanza da permettere l’utilizzo di questi grassi stoccati come riserva.

Studi scientifici e considerazioni finali sul digiuno intermittente

Un interessante studio comparativo tra il digiuno intermittente e una dieta ipocalorica ha dimostrato pari efficacia anche se le persone che hanno seguito la pratica del digiuno intermittente hanno fatto più fatica a gestirsi nei giorni di digiuno a livello di appetito e di energie disponibili. Un primo consiglio quindi potrebbe essere quello di attenersi sì alla dieta ma curando particolarmente le quantità e soprattutto la qualità del cibo introdotto.

Un’altra ricerca molto interessante propone un digiuno intermittente decisamente più sostenibile e per questo anche più efficace in abbinamento a una dieta a base soprattutto vegetale. Il nostro corpo segue i ritmi circadiani e il metabolismo varia a seconda delle ore del giorno e della notte; durante le ore di sonno il consumo di cibo tende maggiormente a sostenere situazioni di obesità e di diabete.
I ricercatori hanno confermato che a seconda degli orari in cui vengono effettuati i pasti possono esserci risultati importanti in termini di ricomposizione corporea a scapito del grasso. L’appetito veniva tenuto meglio sotto controllo nutrendosi all’inizio della giornata e digiunando durante la notte, giovando al metabolismo per tutto l’arco delle ventiquattro ore.

Secondo alcuni esperti questa dieta è praticabile e produce ottimi risultati ma può essere condotta per periodi limitati ed inoltre non è detto che sia adatta a tutti; è più difficile ad esempio configurare un digiuno intermittente per l’atleta agonista, che deve introdurre in maniera equilibrata i nutrienti in funzione dei suoi obiettivi sportivi. Ovviammente non si può escludere che un digiuno intermittente ben strutturato possa comunque essere portato avanti a patto di essere programmato in ogni caso sul soggetto in modo che ne possa trarre reali benefici, cercando di evitare eccessi, spuntini notturni, cercando di mantenersi attivi tutta la giornata e limitare l’orario dei pasti ad esempio tra le 12 e le 20, per individuare una forma di digiuno intermittente che possa essere semplice da seguire ed efficace, senza sacrifici.