
“L’occhio vuole sempre la sua parte” (o vuole anche le parti degli altri). Visto e considerato, come abbiamo già detto più volte, che viviamo in una società dove regna indomata la “virtù ” dell’apparenza, risulta scontato che, per pubblicizzare un determinato prodotto, per girare un video commerciale, per catalizzare l’attenzione su una copertina, per invogliare le persone a emulare l’esempio di turno, se si sceglie di servirsi dell’immagine di una donna che sia bella, attraente, fisicamente prestante, e che riesca ad attirare l’attenzione del sesso maschile, tanto di cappello. E se la pubblicità italiana dello yogurt Activia ha pensato bene di convertirsi (abbandonando Alessia Marcuzzi) alla sexy reginetta colombiana Shakira, perché non può farlo anche un semplice negozio di “ferramenta” cittadino?
Passeggiando per le strade di Roma (quartiere Magliana) si trova anche questo: un cartellone pubblicitario molto invitante, specialmente per i maschietti che sono soliti comprare gli attrezzi dal ferramenta. Nel manifesto, a grandezza quasi naturale, è ritratta una bellissima ragazza dai colori mediterranei, lo sguardo intenso… e delle curve al cardiopalma. La giovane, in reggiseno nero, pancia scoperta e short di jeans, sovrapposta da un depliant che conserva “la forma” del suo corpo, tiene legati alla cintura, a mo’ di pistola nei film western, degli utensili da lavoro. Ma la cosa che più farà ridere, o scioccherà qualche femminista convinta, è la scritta in maiuscolo sotto l’aitante fanciulla: “WOW CHE ATTREZZO“, giusto per rimanere in tema. Che sia giusto o sbagliato invogliare così tanto i passanti a varcare la soglia del negozio, poco ci importa. Quello che è certo è che un messaggio pubblicitario del genere non può che far scattare, nella testa di un uomo, la lampadina della passione: “E se dentro, alla cassa, trovassi proprio lei? Beh, tentar non cuoce… io entro”. Ecco un sano rimedio per aumentare gli scontrini fiscali.
E.T.




