Natura e prevenzione: le qualità della curcuma

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Conosciamo la curcuma come ingrediente della più nota miscela del curry che abbiamo importato anche nella cucina occidentale per arricchire di sapore e colore i nostri piatti. Si tratta in realtà di una spezia diffusa soprattutto in India ed estremamente amata anche in Giappone: un interessante statistica ha correlato l’utilizzo di questa pianta a una migliore qualità di vita.

Le popolazioni che ne fanno largamente uso infatti sono quelle che meglio vivono la vecchiaia allontanando malattie cardiovascolari, tumorali, osteoporosi, diabete e disturbi di tipo neurovegetativo. Ovviamente il merito non sarà solamente della curcuma, considerando che queste popolazioni sono abituate a diete ipocaloriche con alimenti che non alzano la glicemia, pochi grassi saturi, molta soia e molto pesce. In particolare questi ultimi due alimenti garantiscono il primo fitoestrogeni e il secondo omega tre, proteggendo da una parte i processi di antinvecchiamento e di prevenzione tumorale e dall’altra promuovendo una migliore salute cardiovascolare e cerebrale.

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Le incredibili qualità della curcuma

La curcuma è utilizzata anche nella medicina dell’Ayurveda come rimedio depurativo, digestivo, per curare febbre, infezioni di varia natura, disturbi al fegato, mal di denti, ulcere e contusioni. A seconda dell’utilizzo questa polvere può essere non solo ingerita ma anche applicata a livello topico. La stessa Università della California ha confermato le proprietà antitumorali della curcuma che non risulta tossica fino a 10 g in somministrazione.

Queste grandi potenzialità possono essere osservate consumando la curcuma come abituale condimento, tuttavia esistono ovviamente anche degli integratori specifici per garantirsene il giusto apporto, considerando che il sapore particolare potrebbe non piacere a tutti: ricorda infatti quello di una carota particolarmente aromatica.

Per quanto riguarda le sue qualità anti infiammatorie, la curcuma migliora la sensibilità dei nostri recettori all’ormone del cortisolo mantenendone quindi più bassi i livelli e limitando l’invecchiamento precoce che un eccesso di cortisolo può determinare. Grazie alle sue proprietà antiaggreganti che vengono paragonate all’aspirina e di controllo sul colesterolo essa esercita anche un effetto protettivo dal punto di vista del cuore e dei vasi sanguigni.

Come utilizzare la curcuma: curcumina, dosi e biodisponibilità

Possiamo assumere curcuma da 3 fino a 10 g per un massimo di tre volte al giorno oppure optare per il principio attivo della curcumina che viene solitamente somministrato in capsule da 500 mg due o tre volte al giorno. Negli integratori la curcumina è molto spesso associata alla piperina che ne aumenta la biodisponibilità in maniera eccezionale.

Una curiosità interessante è che la curcuma è stata oggetto di un tentativo di brevetto da parte di alcuni ricercatori presso un’università degli Stati Uniti cui ha fatto seguito l’azione legale da parte del Consiglio indiano. L’ufficio brevetti degli Stati Uniti ha infine riconosciuto ed ammesso che le qualità officinali della pianta sono una scoperta indiana e per questo non possono essere oggetto di brevetto. Tale decisione ha reso meno appetibile la curcuma all’industria farmaceutica e questo spiega il motivo per cui nonostante le eccezionali virtù, il suo utilizzo non sia ancora così largamente applicato in ambito clinico, seppure negli ultimi anni si stia osservando una sua crescente diffusione.