La Paleo dieta: origini e caratteristiche principali

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La Paleo dieta è considerata il tipo di alimentazione più antico del mondo ossia quello che gli esseri umani seguivano prima della scoperta dell’agricoltura, avvenuta ben 10.000 anni fa. Per 2 milioni di anni gli uomini avevano vissuto come cacciatori e raccoglitori in base a quello che trovavano nell’ambiente circostante: frutta, bacche, miele erano le principali fonti di carboidrati, grassi e proteine invece venivano ricavati da semi, noci, lumache, bruchi, insetti, crostacei, pesce, uova, ma soprattutto dagli organi interni degli animali compreso il tessuto cerebrale, che erano le parti che si digerivano più facilmente rispetta la carne cruda ricca di tessuti connettivi.

Circa 300.000 anni fa, con l’utilizzo del fuoco, l’uomo ha iniziato a sfruttare meglio anche le altre parti degli animali cacciati riuscendo a nutrirsi della carne arrostita e dei legumi che la cottura aveva reso finalmente digeribili.

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Dalla scoperta dell’agricoltura ai giorni nostri

Dalla scoperta dell’agricoltura in poi però la nostra alimentazione ha iniziato a cambiare in maniera radicale e gli animali hanno cominciato a loro volta ad essere utilizzati anche per il latte e gli altri derivati. La dieta s’è arricchita così di carboidrati soprattutto cereali,, a scapito delle proteine. L’aspettativa di vita aveva iniziato a peggiorare e i carboidrati assunti in eccesso, in maniera non proporzionata all’apporto di grassi e proteine, ponevano le basi per malattie croniche, degenerative e infiammazioni costanti.

L’uomo inoltre è l’unica specie al mondo ad assumere latte anche dopo la fase dello svezzamento e, cosa ancora più curiosa, il latte di un’altra specie animale, situazione che ha portato un numero sempre crescente di intolleranti. D’altra parte il calcio può essere assunto anche attraverso le noci, le verdure ed i semi crudi. L’alimentazione ricca di frutta e verdura inoltre aiuta a creare un ambiente alcalino con effetti protettivi anche qualora si assumano alimenti acidi come i cereali e i latticini nonché le proteine di origine animale presenti nella carne.

Paleodieta, proteine e carboidrati

Una delle critiche più comuni alla paleodieta è il suo potenziale iperproteico che in realtà non è veritiero dato che i carboidrati sono ben presenti seppure non sotto forma di cereali ma di frutta e verdura. Al giorno d’oggi difficilmente possiamo abituarci a mangiare vermi, interiora, cervelli e quantità industriali di verdure tuttavia potremmo mettere in atto alcuni accorgimenti utili per la nostra salute.

In primo luogo potremmo optare per tanti piccoli pasti ogni giorno riducendo lo stimolo insulinico, limitare i cereali a un paio di volte a settimana e aumentare il consumo di frutta e verdura. Per quanto riguarda gli atleti, bisogna notare che qualcuno necessita di più carboidrati di quelli forniti nella paleo.

A seconda delle necessità quindi è possibile introdurre anche degli alimenti non paleo come le patate che hanno un effetto alcalinizzante all’interno del nostro organismo ed i cereali senza glutine e basso indice glicemico, come riso, grano saraceno, amaranto. I legumi e i cereali germogliati sono altresì particolarmente benefici per il nostro organismo. Il consumo di alcol deve avvenire solo in maniera occasionale e vanno eliminati latte e derivati, olio di mais e di semi perché troppo ricchi di omega 6 che generano un effetto infiammatorio, grassi idrogenati e prodotti confezionati.