Sport

Taryn Brumfitt, da appassionata di bodybuilding diventa donna curvy: “Dobbiamo amare il nostro corpo”

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Oggi abbiamo deciso di scrivere un “articolo in rosa” e raccontarvi la storia di Taryn Brumfitt, fotografa e scrittrice australiana madre di tre figli. La donna aveva attirato su di sé (più precisamente sul suo corpo) l’attenzione del mondo del web, pubblicando e diffondendo in rete una foto doppia che la ritraeva in due diversi momenti della sua vita, della serie “prima e dopo”. Il “prima” era stato scattato durante una competizione di bodybuilding: bikini argentato, posa statica, pancia piatta e gambe muscolose (un fisico atletico che non raggiunge certo i livelli di “gonfiore” di alcune note culturiste contemporanee, ma pur sempre iper tonico); il “dopo”, invece, mostra un corpo dalle rotondità sinuose, alla moda della Grande Odalisca di Ingres; Taryn appare cambiata, ha qualche chiletto in più rispetto al passato, ma sorride ugualmente, serena e fiera delle suo fisico non più asciutto – forse anche orgogliosa dell’essere diventata una mamma non “atipica”. Grazie a questo cambiamento non poi così tragico, la donna ha deciso di fondare il Body Image Movement (Movimento dell’Immagine del Corpo): perché, natura vuole, il fisico delle donne, a partire dalla fine dell’adolescenza all’ingresso nell’età matura, dalla gravidanza alla menopausa, subisce le più svariate trasformazioni.

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Muscoli in crisi? Bodybuilder umiliato senza pietà in un “braccio di ferro”

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Domanda: I muscoli (in particolar modo quelli delle braccia) e la forza vanno di pari passo? Risposta: Assolutamente no. Come in molti sapranno, nelle sale da ballo e sui palcoscenici dei teatri, si assiste a mirabolanti prese coreografiche in cui ballerine – anche non gracili – vengono sollevate in aria da partner non poi così muscolosi. Viceversa, molti sportivi avvezzi all’allenamento in palestra, che alzano pesi di enorme portata, non sarebbero in grado di eguagliare la forza dei loro “colleghi” danzanti. Detto ciò, ecco che, come previsto, arrivano le “umiliazioni”. Oggi vi proponiamo un video che abbiamo scovato in rete (già un po’ datato) che, per chi non l’avesse ancora visto, ha ottenuto più di un milione di visualizzazioni su YouTube, e suppongo abbia lasciato di stucco svariati internauti… non solo chi del culturismo ne ha fatto, e ne vorrebbe fare, la propria professione. In questo filmato, un esperto di braccio di ferro, il romeno Ion Oncescu, sfida il bodybuilder Daniel Racoveanu nel corso della manifestazione sportiva “Oncescu vs. 500”. Vista la circonferenza dei bicipiti dei due avversari ci si sarebbe aspettati un esito differente… e invece… Prima, il professionista sorride rilassato, mentre il bodybuilder sogghigna forse convinto dell’imminente vittoria. Poi, con una facilità incredibile, ecco che il campione di braccio di ferro tiene testa all’antagonista dalla muscolatura superiore e, alla fine, lo batte “senza pietà”.

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Quando i cartoni animati non si nascondono dietro metafora e parlano di steroidi

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Da qualche tempo circola in rete una notizia che ha acceso la mia lampadina cerebrale. Una notizia misto scoop che deve aver traumatizzato milioni di persone, specialmente i tanti appassionati dei cartoni Disney, quelle fiabe celestiali e buoniste (ma alquanto irreali) che ci hanno accompagnati visivamente per tutta l”infanzia. Ecco la “catastrofica” rivelazione diffusasi tra gli internauti: “Snow White is said to be a metaphor for cocaina, and each of the seven dwarfs a sire effect of using drug“, traducendo “La favola di Biancaneve è vista come una metafora dell”uso di cocaina, e ognuno dei sette nani rappresenterebbe uno degli effetti collaterali derivanti dall”uso della droga”. Questa “bomba a mano” mediatica sarebbe scoppiata a seguito di uno studio condotto dalla New York University, e guidato dal prof. Mitchell Stephens, ricercatore e ordinario di Storia della Televisione, Giornalismo e Comunicazione di Massa dell”ateneo in questione. Tutto una bufala clamorosa (compreso, a quanto pare, lo studio americano). La favola di Biancaneve, quella che tutti noi conosciamo, è stata presumibilmente concepita prima del 1932, quando si sapeva sì che la cocaina produceva euforia (con qualche danno collaterale a livello psichico, come allucinazioni o similari), ma non si aveva ancora la “percezione moderna” di tutti i suoi effetti. Comunque le analogie con la fiaba Disney non si possono non notare. In primis, perché la droga in polverina bianca viene chiamata “neve” (bianca-neve), poi perché, come dicevamo sopra, i nomi dei nani sono da par loro alquanto allusivi. Cucciolo, per esempio, che in americano si chiama Doopey, sinonimo di “sfatto”, o Eolo, Sneezy, che con tutti quegli starnuti pare avere dei seri “problemi nasali”, e via discorrendo.

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Carne o non carne? Anche i vegani possono avere bicipiti extra large

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Ma quali bistecche al sangue, fettine dorate in padella o pollo alla griglia… A quanto pare, non si deve necessariamente mangiare carne per sfoggiare bicipiti extra large ed essere invidiati per la propria forza muscolare. Questa è la storia dell’americano Rob Bigwood, convinto vegano, attivista in materia di diritti degli animali, art director in NYC e, udite udite, Arm Wrestler professionista, personaggio di spicco degli AMC’s Games of Arms (tornei per potenti “braccio di ferro”). Intervistato per il sito estero veganbodybuilding.com, Rob, un omone tatuato dallo sguardo delicato e il cuore tenero, ha spiegato come il non mangiare carne e il partecipare a gare di forza possano essere due percorsi intrecciabili tra loro. «Sono un braccio di ferro professionista da quando ho compiuto diciotto anni – racconta al sito web di riferimento –, e vegetariano dai ventiquattro».

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Schwarzenegger, una vita da culturista. Perché “tutti possono avere successo”

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Sostanze per aumentare massa muscolare: e ipertrofia

«Il fallimento non è un’opzione… tutti possono avere successo».

Arnold Alois Schwarzenegger, classe 1947, è un attore, politico, imprenditore, produttore e, soprattutto, un ex culturista, austriaco d’origine ma statunitense d’adozione. Annoverato nella classifica dei più noti bodybuilder di tutti i tempi, Schwarzenegger ha costruito la propria carriera su un fisico iper muscoloso, proporzionato e invidiabile, grazie al quale è riuscito a entrare nello “spietato” mondo delle stelle cinematografiche hollywoodiane, e in quello dei film d’azione (da Conan a Terminator, da Predator a Atto di forza). Ma noi, naturalmente, siamo qui per parlarvi della sua vita da culturista. Arnold, da figlio di un agonista del curling (con cui non aveva un buon rapporto), crebbe tra la disciplina, il sudore e la spinta quasi “obbligata” verso l’eccellenza atletica, praticando diversi sport: oltre allo stesso curling, calcio, nuoto, pugilato e tiro del giavellotto. Alla tenera età di quattordici anni, ecco nascere la passione per la cultura del corpo. Il suo fisico, migliorato con il tempo fino a raggiungere quell’armonia unica che riuscì a rivoluzionare il mondo del bodybuilding, gli valse l’epiteto di “quercia austriaca”, gli permise di aggiudicarsi i titoli di Mister Europa Junior, Mister World, e i tanto invidiati Mister Universo (cinque volte) e Mister Olympia (sette volte), e lo celebrò nella gara annuale conosciuta, dal suo nome, come Arnold Classic.

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“Selfie” in palestra, quando è di moda mostrare al mondo i propri addominali

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Perché vogliamo far sapere a tutto il mondo dove siamo, cosa facciamo e con chi stiamo in un determinato momento della nostra giornata? Perché ci teniamo così tanto a pubblicare le nostre foto più intime e i nostri pensieri più reconditi in una pagina mobile per ottenere un “mi piace” o qualche commento divertente da far leggere a centinaia e centinaia e centinaia di persone “come noi”? E, soprattutto, perché siamo smaniosi di mostrare al mondo social il nostro corpo… e le sue trasformazioni? Belle domande. Da quando il genio statunitense di Mark Elliot Zuckerberg, classe 1984, ha inventato il popolo di Facebook, la nostra vita (sociale e non sociale) non è più la stessa. E da quando gli Smartphone – sempre connessi alla rete – vengono comprati sul mercato neanche fossero frutta da consumare a pranzo… beh… la situazione è ulteriormente peggiorata.

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Il video del “canguro bodybuilder”, tra polemiche, sconcerto e risate

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Per tutti gli amanti del bodybuilding… sappiate che in giro c’è “qualcuno” che potrebbe darvi del filo da torcere. Se vi fosse sfuggito, vi proponiamo il video di questo canguro, nel quale sembra si sia incarnata l’essenza di un culturista: esibizionismo umanoide, pose plastiche, “pettorali” al vento e “bicipiti” gonfi. Il tutto davanti allo sguardo attonito dei suoi spettatori, che hanno iniziato a sghignazzare increduli. Le immagini hanno fatto il giro del web e il video ha ottenuto numerose visualizzazioni, scatenando anche qualche polemica. Perché… come può un animale essere così gonfio, e atteggiarsi (camminata annessa) a bodybuilder di prima categoria? Che qualcuno, per gioco o per smania di creare inutili spettacolarismi, gli abbia somministrato qualche steroide?

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