Culturismo

Aumentare massa muscolare: metodo e principi base

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Per aumentare la massa muscolare ci sono quattro fattori da considerare: l’allenamento, l’alimentazione, il riposo e conseguente recupero. Ogni settimana escono nuovi articoli che illustrano tecniche e segreti per aumentare il volume della propria muscolatura ed è interessante raccogliere i metodi che più di altri hanno fornito risultati concreti.
Partiamo ad esempio dall’Heavy Duty di Myke Mentzer, che sostiene che l’atleta si debba concentrare su monoserie fino a raggiungere il completo esaurimento muscolare: solo in questa maniera si verifica l’aumento della massa.
Arnold Shwarzenegger, sostenitore del metodo Weider ha confermato che il segreto per ottenere tali risultati sia quello di superare il senso di fatica che caratterizza le ultime ripetizioni, spingendosi oltre, infatti per Arnold la differenza tra un campione ed uno che partecipa alle gare senza mai vincerle, sta proprio nella capacità di resistere al dolore e al bruciore che caratterizza le ultime ripetizioni della serie.

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Tim Wiese, addio al calcio: il nuovo amore per il bodybuilding

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Appendere le scarpette al chiodo, sì, ma non per andare in “pensione”. Nella vita dell’ex portiere della nazionale tedesca, Tim Wiese, non ci sarà più il calcio al primo posto. Da qualche tempo, dopo dieci anni di carriera nella Bundesliga (tra FortunaColonia, Kaiserlauten, Werder Brema e Hoffenheim), l’ormai ex estremo difensore tedesco, classe 1981, ha deciso di sostituire guanti e pallone con pesi e bilancieri, e di dedicarsi in tutto e per tutto a una nuova disciplina: il bodybuilding. Tra Tim Wiese e il culturismo è sbocciato un amore folle… e i risultati – foto alla mano – sono sotto gli occhi di tutti gli internauti.

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Rimedio muscoli, Lisa Cross sconfigge l’anoressia con il bodybuilding

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Storie che lasciano a bocca aperta, che fanno riflettere su quali siano i meccanismi bizzarri che operano nel nostro cervello, storie che fanno alzare un dito in segno di giudizio negativo, o battere le mani in segno di entusiasmo e approvazione. Lisa Cross, britannica classe 1978, all’età di quindici anni, era una ragazzina che soffriva di disturbi del comportamento alimentare. Era anoressica, pesava sì e no quaranta chili, indossava abiti per bambini e assumeva una ridotta quantità di calorie al giorno. Poi, un soggiorno in Giappone, dove ha iniziato a insegnare inglese, e l’incontro con un bodybuilder nipponico, che le ha cambiato radicalmente la vita. Lisa ha iniziato ad appassionarsi al mondo del culturismo, fino ad allora più che sconosciuto, a leggere riviste di genere, e a sognare di partecipare al prestigioso concorso di Ms Olympia (la versione femminile della nota competizione di settore), a cui ha assistito per la prima volta nel 2007, dopo essersi sposata. Così, ecco che ha iniziato ad allenarsi e a prendere peso, convertendosi a una dieta ricca a base di avena, riso, frullati di proteine, tacchino e bistecche, e passando dall’assumere 500 calorie al giorno a quasi 5.000. Un cambiamento, sia interiore che fisico, che non sarà certo passato inosservato, soprattutto a chi era abituato a vedere la giovane donna in versione “pelle e ossa”. Qualcuno penserà che sia passata da una fissazione all’altra, ma noi non giudichiamo. Come per ogni cosa, l’importante è accettare il proprio corpo con convinzione… e Lisa, questo, l’ha fatto. Ora, confessa lei stessa, dice di sentirsi meglio e di apparire molto più sexy.

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Taryn Brumfitt, da appassionata di bodybuilding diventa donna curvy: “Dobbiamo amare il nostro corpo”

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Oggi abbiamo deciso di scrivere un “articolo in rosa” e raccontarvi la storia di Taryn Brumfitt, fotografa e scrittrice australiana madre di tre figli. La donna aveva attirato su di sé (più precisamente sul suo corpo) l’attenzione del mondo del web, pubblicando e diffondendo in rete una foto doppia che la ritraeva in due diversi momenti della sua vita, della serie “prima e dopo”. Il “prima” era stato scattato durante una competizione di bodybuilding: bikini argentato, posa statica, pancia piatta e gambe muscolose (un fisico atletico che non raggiunge certo i livelli di “gonfiore” di alcune note culturiste contemporanee, ma pur sempre iper tonico); il “dopo”, invece, mostra un corpo dalle rotondità sinuose, alla moda della Grande Odalisca di Ingres; Taryn appare cambiata, ha qualche chiletto in più rispetto al passato, ma sorride ugualmente, serena e fiera delle suo fisico non più asciutto – forse anche orgogliosa dell’essere diventata una mamma non “atipica”. Grazie a questo cambiamento non poi così tragico, la donna ha deciso di fondare il Body Image Movement (Movimento dell’Immagine del Corpo): perché, natura vuole, il fisico delle donne, a partire dalla fine dell’adolescenza all’ingresso nell’età matura, dalla gravidanza alla menopausa, subisce le più svariate trasformazioni.

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Muscoli in crisi? Bodybuilder umiliato senza pietà in un “braccio di ferro”

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Domanda: I muscoli (in particolar modo quelli delle braccia) e la forza vanno di pari passo? Risposta: Assolutamente no. Come in molti sapranno, nelle sale da ballo e sui palcoscenici dei teatri, si assiste a mirabolanti prese coreografiche in cui ballerine – anche non gracili – vengono sollevate in aria da partner non poi così muscolosi. Viceversa, molti sportivi avvezzi all’allenamento in palestra, che alzano pesi di enorme portata, non sarebbero in grado di eguagliare la forza dei loro “colleghi” danzanti. Detto ciò, ecco che, come previsto, arrivano le “umiliazioni”. Oggi vi proponiamo un video che abbiamo scovato in rete (già un po’ datato) che, per chi non l’avesse ancora visto, ha ottenuto più di un milione di visualizzazioni su YouTube, e suppongo abbia lasciato di stucco svariati internauti… non solo chi del culturismo ne ha fatto, e ne vorrebbe fare, la propria professione. In questo filmato, un esperto di braccio di ferro, il romeno Ion Oncescu, sfida il bodybuilder Daniel Racoveanu nel corso della manifestazione sportiva “Oncescu vs. 500”. Vista la circonferenza dei bicipiti dei due avversari ci si sarebbe aspettati un esito differente… e invece… Prima, il professionista sorride rilassato, mentre il bodybuilder sogghigna forse convinto dell’imminente vittoria. Poi, con una facilità incredibile, ecco che il campione di braccio di ferro tiene testa all’antagonista dalla muscolatura superiore e, alla fine, lo batte “senza pietà”.

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Quando i cartoni animati non si nascondono dietro metafora e parlano di steroidi

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Da qualche tempo circola in rete una notizia che ha acceso la mia lampadina cerebrale. Una notizia misto scoop che deve aver traumatizzato milioni di persone, specialmente i tanti appassionati dei cartoni Disney, quelle fiabe celestiali e buoniste (ma alquanto irreali) che ci hanno accompagnati visivamente per tutta l”infanzia. Ecco la “catastrofica” rivelazione diffusasi tra gli internauti: “Snow White is said to be a metaphor for cocaina, and each of the seven dwarfs a sire effect of using drug“, traducendo “La favola di Biancaneve è vista come una metafora dell”uso di cocaina, e ognuno dei sette nani rappresenterebbe uno degli effetti collaterali derivanti dall”uso della droga”. Questa “bomba a mano” mediatica sarebbe scoppiata a seguito di uno studio condotto dalla New York University, e guidato dal prof. Mitchell Stephens, ricercatore e ordinario di Storia della Televisione, Giornalismo e Comunicazione di Massa dell”ateneo in questione. Tutto una bufala clamorosa (compreso, a quanto pare, lo studio americano). La favola di Biancaneve, quella che tutti noi conosciamo, è stata presumibilmente concepita prima del 1932, quando si sapeva sì che la cocaina produceva euforia (con qualche danno collaterale a livello psichico, come allucinazioni o similari), ma non si aveva ancora la “percezione moderna” di tutti i suoi effetti. Comunque le analogie con la fiaba Disney non si possono non notare. In primis, perché la droga in polverina bianca viene chiamata “neve” (bianca-neve), poi perché, come dicevamo sopra, i nomi dei nani sono da par loro alquanto allusivi. Cucciolo, per esempio, che in americano si chiama Doopey, sinonimo di “sfatto”, o Eolo, Sneezy, che con tutti quegli starnuti pare avere dei seri “problemi nasali”, e via discorrendo.

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