Tessuto adiposo bruno: il grasso che brucia i grassi

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Non tutti i grassi sono uguali e nel nostro tessuto adiposo umano ad esempio possiamo distinguerne due tipologie: il cosiddetto grasso bianco e quello bruno. Quest’ultimo grasso detiene una particolarissima capacità che è quella di bruciare calorie: maggiore è la sua quantità e più calorie vengono eliminate.

Aumentare la capacità dimagrante del corpo umano attraverso la produzione di una maggiore quantità di grasso bruno e attraverso l’attivazione di quello già presente rappresenta una tecnica estremamente valida e promettente per perdere peso e migliorare la propria composizione corporea.

Tessuto adiposo bruno per bruciare più calorie

Le indagini scientifiche ci suggeriscono che l’esposizione ad una temperatura più fredda può migliorare l’attivazione del tessuto adiposo bruno e la termogenesi, con la conseguenza di aumentare la conversione del grasso bianco in grasso bruno, stimolare il metabolismo del glucosio e migliorare la sensibilità insulinica e il metabolismo dei grassi.

Esporsi al freddo promuove la termogenesi indotta dal tessuto grasso bruno e garantisce il dispendio di più energia: secondo uno studio canadese alcuni soggetti adulti esposti al freddo indossando una tuta raffreddata ad acqua per un paio di ore al giorno e per cinque giorni a settimana hanno aumentato il volume del grasso bruno del 45% e il proprio metabolismo riposo del 182% durante l’arco dell’indagine che è durata quattro settimane. Si tratta di numeri estremamente significativi.

Il nostro corpo contiene una ridotta quantità di grasso che è capace di convertire le energie che derivano dal cibo in calore: d’altra parte il grasso bianco svolge l’attività contraria e cioè immagazzina energia di riserva proprio come tessuto adiposo.

Sfruttare la termogenesi per attivare il tessuto adiposo bruno

Nel mondo animale si osserva ad esempio il tessuto bruno nella generazione del calore durante il periodo del letargo aiutando gli esseri viventi ad adattarsi al freddo, qualità che appartiene anche agli umani. Ogni individuo tuttavia ha un contenuto e una attività differente per quanto riguarda il proprio tessuto grasso bruno che influenza l’eventuale sviluppo di uno stato di obesità.

Aumentare l’attivazione dei grassi bruni migliora il dispendio calorico e la combustione del grasso. Oltre all’esposizione al freddo è possibile diminuire i riscaldamenti cui ci si espone, nuotare in acque fredde, vestirsi di meno ed effettuare bagni e docce con acqua fresca. Queste pratiche tuttavia sono raccomandate solo per soggetti sani dato che un’esposizione prolungata al freddo può causare vasocostrizione, determinare aumenti di pressione e non è certo adatta per chi soffre di ipertensione e patologie cardiovascolari.

Un’altra tecnica che viene comunemente utilizzata è quella di effettuare una sauna o un bagno caldo e una doccia di raffreddamento a seguire: la sauna in particolare aiuta grazie alle temperature raggiunte a rilasciare l’ormone GH, quello della crescita, che aiuta ad aumentare la lipolisi; mentre l’esposizione al freddo migliora l’attività del tessuto adiposo bruno incrementando il dispendio calorico.

Anche la crioterapia viene recentemente indicata come tecnica per perdere più velocemente peso e migliorare il recupero degli sportivi: si tratta di immergersi fino al collo in una sorta di vasca a meno 300 ° F. Molte squadre di calcio attuano procedimenti simili al termine delle partite per ridurre l’incidenza degli infortuni e migliorare il recupero dei propri atleti, seppure non esistano indicazioni scientifiche chiare ed univoche sui pro e i contro di tale pratica.

In conclusione quindi l’esposizione al freddo pur risultando efficace non può essere considerata un approccio pratico per aumentare la termogenesi del tessuto adiposo bruno e la perdita del peso e per alcuni soggetti potrebbe non essere né piacevole né tanto meno sicura. Gli approcci migliori rimangono quindi la dieta e l’esercizio fisico in abbinamento ai giusti integratori naturali.