Proteine lente, veloci e bilancio dell’azoto

- Scritto da in Culturismo Integratori

Nel mondo dei supplementi alimentari, troviamo alcuni prodotti universali, che chiunque può assumere a sostegno della propria salute e del proprio benessere ed altri invece irrinunciabili e specifici per chi pratica culturismo.

Alla prima categoria appartengono ad esempio integratori come multivitaminici (da utilizzare con una certa regolarità a seconda delle composizioni) e drenanti/diuretici (da utilizzare solo occasionalmente, ad esempio in una fase detox).

Per quanto riguarda invece la seconda famiglia di prodotti, si sente spesso parlare di proteine veloci e lente, facendo riferimento alle loro tempistiche di rilascio e a concetti ampiamente approfonditi da tanti ricercatori.

Proteine veloci e lente: lo studio scientifico

I test sul rilascio proteico sono solitamente eseguiti su soggetti in salute, con una capacità normale di assimilare le proteine: la dieta dello studio che prendiamo in considerazione in questo nostro approfondimento, è stata impostata calcolando il 16% di proteine sul totale apporto calorico. I due gruppi di studio vengono fatti digiunare per 10 ore e ricevono poi rispettivamente 30 g di proteine del siero oppure 30 g di caseina.

I primi risultati mostrano come le proteine del siero provochino un incremento nella concentrazione di leucina nel flusso ematico che raggiunge il suo culmine 60 minuti dopo l’ingestione. Nel giro di quattro ore i livelli di questo aminoacido tornano a valori standard.

Chi ha assunto invece la caseina ha registrato innalzamenti più lenti nella concentrazione di questo aminoacido nel sangue: pur osservando un aumento inferiore complessivo di leucina rispetto a quello derivato dall’assunzione delle proteine del siero, tale concentrazione è rimasta stabile e costante più a lungo del tempo e precisamente fino a sette ore dal momento dell’assunzione.

Gli scienziati hanno inoltre potuto rilevare che le proteine del latte hanno stimolato la sintesi di nuove proteine a partire dagli aminoacidi liberi nel sangue. Nel caso invece di assunzione di caseina, le proteine hanno impedito la scissione proteica senza generare particolari effetti sulla sintesi.

Caseine e whey: proprietà anticataboliche e anaboliche delle proteine veloci e lente

Un primo parametro di confronto che deriva dai risultati di questa ricerca ci porta a definire le proteine del siero come integratori anabolici, mentre quelli a base di caseina come anti catabolici.

Un’osservazione importante che riguarda entrambi gli integratori è la seguente: se vogliamo approfittare dei differenti effetti, dobbiamo assumerli separatamente e a digiuno.

  1. Se ad esempio ingeriamo proteine del siero quando ci alziamo la mattina, possiamo ripristinare velocemente le scorte consumate durante le ore di digiuno notturno.
  2. Se invece ingeriamo caseine prima di coricarsi la sera, sfruttiamo la loro caratteristica del lento rilascio per sopperire alle ore di sonno in cui non ci si nutre, fino a 7 ore.
  3. Se utilizziamo quindi in sinergia questi supplementi naturali riusciamo a mantenere costante la presenza di quel materiale plastico che viene poi destinato sia alla crescita, sia al recupero delle fibre muscolari.

Riflettendo su una caratteristica delle ricerche che abbiamo preso in considerazione, e cioè le 10 ore di digiuno precedenti all’assunzione degli integratori, questo aspetto può aver influenzato l’entità dell’aumento riguardante la sintesi proteica.

Questo significa che gli effetti di un pasto proteico consumato dopo ore di digiuno possono risultare ancora più anabolici rispetto un pasto che viene consumato in un altro momento della propria giornata.

Bilancio azotato, massa e proteine veloci e lente

Il concetto di bilancio azotato è strettamente legato all’assunzione di proteine e determina la differenza tra l’azoto ingerito attraverso la dieta e quello perduto. Se un individuo introduce più azoto rispetto quello che elimina, il bilancio risulta positivo: in questa situazione si trovano tutti gli sportivi in fase di massa, ossia di crescita muscolare.

Una dieta ipocalorica fa perdere più azoto rispetta una dieta più calorica ed inoltre le calorie che provengono dai grassi e dagli zuccheri non migliorano il bilancio dell’azoto complessivo: questo si spiega considerando che solo le proteine contengono tale molecola.

Le proteine infatti dopo essere prelevate dalla catena principale da cui hanno origine, vengono ossidate e perdono la loro frazione di azoto sotto forma di altre sostanze come ad esempio l’urea e la creatinina.