Proteine complete e incomplete: ecco perchè serve integrare aminoacidi

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aminoacidi essenziali nel body building

Dal punto di vista chimico, gli aminoacidi sono componenti delle catene proteiche complesse e rappresentano un tassello importantissimo per la salute umana nonché per la costruzione di un aspetto fisico più tonico e muscoloso. Per quanto riguarda l’ambito sportivo, gli aminoacidi rilevano su più fronti perché rappresentano la materia plastica utilizzata per conservare e ricostruire i tessuti muscolari e quindi sono fondamentali per gli atleti che intendono aumentare la massa magra e ottimizzare il recupero, specialmente dopo gli allenamenti intensi.

Proteine complesse e aminoacidi, come ottenere tutto il corredo completo

Gli aminoacidi ramificati meritano un paragrafo a parte perché svolgono anche un’importante funzione energetica e sono caratterizzati da una digestione molto rapida: essi infatti non hanno bisogno di passare dal fegato e raggiungono direttamente le fibre della muscolatura.

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Le proteine che provengono dall’alimentazione sono state storicamente distinte tra complete e incomplete per via del differente contenuto di aminoacidi essenziali e per riconoscere agevolmente quelle che fossero caratterizzate da qualche carenza. Considerando le conoscenze scientifiche attuali però è più corretto osservare come gli alimenti proteici contengano sempre tutti gli aminoacidi essenziali e ciò che cambia realmente sono solo le proporzioni.

Parlare quindi di proteine complete o incomplete non è del tutto corretto ed è invece più funzionale osservare come le quantità minime garantite dei vari aminoacidi siano differenti per ogni protide.

Per fare un esempio pratico prendiamo in considerazione le proteine del grano che contengono molta metionina ma poca lisina: le proteine dei legumi invece sono povere di metionina ma molto ricche di lisina. Ecco allora che sfruttando la sinergia di queste due fonti e combinandole insieme otteniamo un corredo completo di aminoacidi.

Per essere sicuri quindi di introdurre tutto quello che ci serve è opportuno variare e associare le varie fonti alimentari per garantire al nostro corpo tutti i macro nutrienti e micronutrienti necessari per le funzioni biologiche.

Come avviene la digestione l’assimilazione degli aminoacidi delle proteine

Quando raggiungono lo stomaco, le proteine vengono divise in catene sempre più piccole attraverso alcuni enzimi che rompono i legami chimici facilitando la digestione. Da questi processi si ricavano i peptidi che vengono poi assorbiti dai villi intestinali e destinati al flusso ematico.

È interessante osservare però che alcune molecole che si occupano del trasporto (carrier) degli aminoacidi si possono legare a più aminoacidi diversi: quando allora ingeriamo molte quantità di un singolo aminoacido si rischia di sovraccaricare l’elemento trasportatore, impedendo una corretta digestione e assimilazione degli aminoacidi cosiddetti concorrenti.

Questa competizione che si attua nei legami tra gli aminoacidi e le molecole trasportatrici ci spiega come mai l’assunzione massiccia di un singolo aminoacido comporti potenzialmente la carenza di un altro.

Cosa cambia per assumere gli aminoacidi del cibo o dagli integratori?

La domanda è assolutamente lecita e possiamo in primo luogo osservare come gli integratori vengano realizzati sfruttando alcuni processi industriali che influenzano la qualità e la formulazione del prodotto finale, che può risultare quindi più o meno ricco di aminoacidi liberi e di peptidi.

Le proteine complesse che sono quelle che provengono dal cibo sono caratterizzate da tempi digestivi decisamente più lunghi rispetto le proteine già pronte che troviamo negli integratori sportivi, come ad esempio le cosiddette proteine idrolizzate che sono state predigerite attraverso processi chimici.

Ecco perché quindi le proteine provenienti da un integratore risultano estremamente utili nella fase post-workout: perché consentono di ricostruire velocemente le perdite e di riparare più rapidamente i danni indotti dall’allenamento. Gli aminoacidi liberi sarebbero in teoria ancora più veloci da assimilare ma in questo caso bisogna tenere in considerazione il discorso circa la competizione degli elementi trasportatori di cui abbiamo accennato poco fa: tale fenomeno rallenterebbe quindi l’assorbimento dei peptidi. L’eccezione però è rappresentata dagli aminoacidi ramificati che non hanno necessità di passare attraverso l’organo epatico e raggiungono direttamente i muscoli.