Proteggi il tuo fegato con il cardo mariano: benefici e controindicazioni

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cardo mariano per la salute del fegato

Il Silybum marianum, meglio noto come Cardo mariano è un arbusto spinoso tipico della macchia mediterranea. Il frutto di questa pianta è molto utilizzato in ambito fitoterapico per trattare disturbi legati al fegato. In questo articolo tratteremo le caratteristiche principali del cardo mariano e le possibili controindicazioni.

I frutti del cardo mariano sono ricchi di silimarina, molecole che a livello chimico sono identificate come flavolignani e che si trovano nella parte più esterna (proteica) del frutto. La silimarina è formata da silibina (o silibinina), isosilibina, silicristina e silidianina. Tra queste sostanze, la silibinina è quella attiva nel trattare le malattie epatiche, come la cirrosi, l’epatite C e altre sofferenze al fegato legato al consumo di alcol o farmaci. Il cardo mariano oltre ad aumentare il metabolismo delle cellule epatiche è capace di stimolare la sintesi proteica e migliorare le difese contro le sostanze tossiche ingerite (come gli alcolici).

Cardo mariano: silimarina e steroli vegetali per la salute del fegato e delle cellule

L’azione epato-protettiva del cardo mariano è nota sin dalla medicina tradizionale e lavora attraverso un meccanismo chimico che inibisce la perossidazione dei grassi: in questo modo il principio attivo riesce a regolare la permeabilità della membrana cellulare e a inibire la formazione dei metaboliti che causano danni al fegato. Praticamente, le membrane modificate dall’intervento del principio attivo impediscono alle sostanze tossiche di penetrare all’interno delle cellule.

Il frutto del cardo mariano contiene, oltre alla silimarina, altri principi attivi che svolgono una funzione protettiva: si tratta degli steroli vegetali, dei favonoidi (antiossidanti), delle proteine, dei tannini, dell’acido oleico e dell’acido linoleico. Gli steroli di origine vegetale, gli acidi grassi essenziali e i flavonoidi sono tutti efficaci per il trattamento di patologie cardiovascolari e il loro effetto protettivo è potenziato dalla presenza della silibina.

Cardo mariano, a chi serve

Nelle farmacie e nelle erboristerie il cardo mariano si acquista di solito come estratto secco in capsule da 200 e 400 milligrammi. La commercializzazione è libera dall’obbligo di ricette mediche e la funzione dichiarata di tale integratore è quella di tonico e protettivo per problemi epatici, contrastando l’ingrossamento dell’organo e limitando i danni legati ad alcolismo, tossicodipendenza o uso prolungato di farmaci. Alcune recenti ricerche scientifiche hanno correlato l’utilizzo del cardo mariano al trattamento di alcuni tipi di tumori a carico dei reni o del sistema cardiovascolare.

Abbiamo compreso che i frutti di questa pianta sono utilizzati sin dal medioevo per migliorare la salute dell’uomo ma il suo utilizzo non si limita alla cura del fegato: il cardo mariano è un rimedio erboristico ideale per le fitte addominali e al cuore, somministrato anche in caso di emorragie e crampi anche infantili.

Tuttavia il fegato è l’organo che trae maggiori benefici dall’assunzione del cardo mariano, basti pensare che esso viene utilizzato anche in caso di avvelenamento acuto causato da funghi velenosi, per via del suo potentissimo effetto rigenerate. Il cardo mariano si rivela quindi prezioso a chi soffre di epatite o cirrosi, a chi utilizza farmaci per un lungo periodo, ai consumatori di alcool o sostanze stupefacenti, ai fumatori.

Cardo mariano, dosi e controindicazioni

Il cardo mariano è venduto in capsule, tintura o estratto secco. Si consuma in genere mezz’ora prima dei pasti: 20 gocce di tintura madre possono essere somministrate fino a 3 volte al giorno. Per i disturbi cronici epatici è meglio utilizzare le capsule a secco anzichè la tintura che contiene una percentuale di alcool. In alternativa è possibile preparare anche dei decotti, lasciando bollire per 10 minuti 10 grammi della intera pianta del cardo e filtrando il liquido prima della consumazione (questo decotto è da utilizzare subito, una volta che è pronto, per non comprometterne l’efficacia).

Questo prodotto fitoterapico è generalmente ben tollerato dall’organismo e ad oggi non sono note rilevanti controindicazioni: gli effetti collaterali sono piuttosto rari e di debole intensità, concentrandosi in particolare su difficoltà intestinali. Chi soffre di ipertensione non dovrebbe tuttavia assumere il cardo mariano perchè esso contiene anche la tiramina, una molecola che stimola la formazione di dopamina, adrenalina e noradrenalina, aumentando la pressione.