Pratichi crossfit? Ecco alcune riflessioni sull’alimentazione più adatta alla tua disciplina

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La disciplina del crossfit per quanto recente si sta diffondendo in maniera molto rapida e quindi la scienza è impegnata a rispondere a molte delle domande circa le esigenze metaboliche di chi pratica tale sport. Il tipico crossfitter deve sicuramente essere forte, avere una buona resistenza e un’ottima capacità esplosiva, oltre che una buona base aerobica. Ognuna di queste capacità tuttavia può svilupparsi in maniera ottimale solo quando viene ” allenata ” in maniera esclusiva, il che impedisce la massima performance anche nelle altre qualità.

Quindi chi pratica crossfit deve allenarsi cercando di ottenere una capacità media estremamente elevata se non addirittura massimale in tutti questi parametri, con la conseguenza di dover spesso osservare diverse ore di allenamento di giorno, abitudine che predispone più facilmente all’over training.

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L’alimentazione del crossfit: la paleozona

Date queste premesse è importante che gli amanti di tale disciplina osservino scrupolosamente un’alimentazione adeguata e una buona integrazione che diventano fondamentali per ottimizzare le fasi di recupero e la possibilità di migliorare le proprie prestazioni.

D’altra parte il problema principale nel crossfit è che la maggior parte dell’attività impegna il metabolismo anaerobico lattacido che deve essere contrastato con l’alimentazione e l’integrazione per contenere tale tendenza all’acidosi.

L’altra questione relativa ai praticanti di crossfit riguarda la produzione di cortisolo che data l’intensità e il volume degli allenamenti risulta quasi sempre a livelli elevati. Un’alimentazione finalizzata anche a tenere sotto controllo il cortisolo prevede più pasti da distribuire lungo tutta la giornata in maniera che non siano distanti più di tre o quattro ore l’uno dall’altro, combinando i macro nutrienti in maniera da evitare fluttuazioni glicemiche.

Un regime dietetico da cui il praticante di crossfit può trarre benefici è quello che prende spunto sia dalla paleodieta che dalla dieta a zona in maniera da tenere sotto controllo l’equilibrio della glicemia, il giusto apporto di acidi grassi omega tre con capacità antinfiammatorie e il giusto rapporto tra i macro nutrienti: come previsto dalla dieta zona la distribuzione corrisponde a 40% carbo 30% grassi e 30% proteine e si vanno ad escludere gli alimenti che la paleo dieta. Questi sono i meccanismi principali del regime ibrido che potremmo chiamare paleozona.

I praticanti di crossfit devono stare attenti a non ingerire troppi carboidrati così come fanno invece i culturisti in fase di massa, sempre per il problema che abbiamo citato della tendenza all’acidosi e determinata non solo dall’aumento dell’acido lattico ma anche dallo ione positivo dell’idrogeno derivante dall’idrolisi della molecola di ATP.

Acidosi e overtrainig? La soluzione è la sinergia tra alimentazione e integrazione

L’acido lattico nell’ambito del crossfit non consente di proseguire le prestazioni perché blocca la capacità di contrazione del muscolo e un allenamento fino a 20 minuti pur risultando a prevalenza anaerobica alattacida fa intervenire anche il metabolismo aerobico che risulta ancora più impattante nel recupero tra una prestazione fisica alla successiva.

Se quindi l’atleta segue una alimentazione particolarmente ricca di carboidrati il corpo necessariamente sviluppa di più gli enzimi deputati alla digestione degli stessi sia in fase anaerobica che aerobica e questo può portare a dei cali energetici durante la prestazione esaurendo precocemente le scorte del glicogeno.

Se invece l’alimentazione garantisce gli equilibri dei vari macro nutrienti e favorisce una glicemia più stabile, allora l’organismo svilupperà le vie metaboliche che consentono di utilizzare i grassi a scopo energetico. Dato che questi possono essere utilizzati solo nel metabolismo di tipo aerobico i grassi entreranno in gioco in maniera prioritaria come combustibile rispetto ad un’alimentazione che risultasse più sbilanciata verso i carboidrati.

Il crossfit può essere considerato a livello agonistico un vero proprio sport estremo per il metabolismo del corpo umano ed è una pura utopia pensare di non soffrire di carenze e sovrallenamento a meno di seguire un’alimentazione e un’integrazione estremamente specifiche e disegnate su misura per ogni singolo atleta.