Potassio: perchè è importante nella vita e nello sport

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potassio perchè integrarlo

Il potassio è un metallo alcalino e si trova nel nostro organismo a livello cellulare, in particolare nei liquidi intracellulari dove ha la stessa funzione del sodio (che si trova però all’esterno delle cellule). Questa sostanza infatti si occupa di tenere in equilibrio la pressione osmotica, il pH, la ritenzione idrica, la funzionalità cardiaca e nervosa.

Il potassio si trova in molti alimenti: banane, cavolfiori, fagioli, piselli, asparagi, patate, spinaci e albicocche. Esso viene assorbito nel duodeno e nel tratto di intestino chiamato ‘digiuno’ e quando è in eccesso viene semplicemente smaltito con le urine, grazie al lavoro dei reni, ma anche tramite il sudore. L’eliminazione del potassio tuttavia è sistematica ed è opportuno correre ai ripari in caso di carenza, perchè il corpo non può trattenerlo.

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Potassio nello sport: perchè può essere importante integrarlo

Quando si pratica attività fisica, il potassio viene spinto fuori dal tessuto muscolare e la sua concentrazione ematica aumenta, seppur temporaneamente, in proporzione all’intensità dello sforzo. Il potassio viene poi espulso non solo tramite l’urina ma anche tramite il sudore e una integrazione previene l’ipopotassemia, ossia la carenza di cui parleremo nel prossimo paragrafo.

Chi fa sport quindi deve bere molta acqua, evitare dolci e alcool, dormire e riposare adeguatamente. Se non si introduce abbastanza potassio con l’alimentazione (di solito nel post gara si utilizza l’ottimo mix acqua+banana) si può valutare anche l’assunzione di un integratore. Tra le discipline che consumano maggiormente il potassio ricordiamo i runners e più in generale coloro che svolgono un lavoro prevalentemente anaerobico.

Carenza di potassio: come riconoscerne i sintomi

L’ipopotassiemia o ipokaliemia si determina quando la concentrazione di questo minerale nel sangue scende a meno di 3.5 mEq per litro. Ci sono alcuni sintomi molto riconoscibili legati a questa particolare condizione: crampi muscolari (anche notturni), stitichezza, mancanza di appetito, astenia, improvvisi spasmi muscolari. Nei casi più gravi la carenza di potassio può comportare paralisi respiratoria, aritmie, occlusione intestinale e poliuria (quando si verifica una diuresi oltre 2.5/3 litri in 24 ore).

Cause principali di ipokaliemia e trattamento

Le cause più frequenti dell’ipokaliemia possono essere legate a:

  • disturbi dell’apparato digerente (vomito, diarrea…)
  • uso di lassativi e farmaci in maniera continuativa
  • intenso esercizio fisico / sudorazione abbondante
  • eccesso di sodio nella dieta (sale)
  • abuso di liquirizia
  • abuso di diuretici
  • terapia insulinica

Una lieve carenza di potassio può essere compensata riducendo o eliminando il sodio dalla propria dieta (evitando cibi che contengono sale aggiunto ed evitando di aggiungerne a nostra volta) e compensando con integratori da assumere per bocca. Nei casi più gravi, in presenza di particolari patologie e nelle situazioni più urgenti, la terapia medica prevede anche la somministrazione endovenosa.

Le classiche bevande idrosaline, che contengono potassio ma anche altri minerali e piccole percentuali di carboidrati, sono un rimedio utile e pratico in molti casi, anche se la dieta da sola dovrebbe riuscire a scongiurare qualsiasi tipo di carenza in una persona dallo stile di vita moderato.

È piuttosto difficile incorrere in un eccesso di potassio, tuttavia questo si può verificare quando i reni non funzionano bene, oppure quando siamo disidratati, o in presenza di alcune patologie: in questi casi l’eccesso di potassio si riconosce da affaticamento, tachicardia, debolezza muscolare, pressione squilibrata ed è pericoloso negli anziani e nei cardiopatici. L’eccesso di potassio si può facilmente correggere attraverso un piano alimentare adeguato, eventualmente in associazione ad una terapia per il ripristino della corretta funzionalità renale.