Perdita di grasso: ecco perchè non sempre le diete funzionano

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Il sovrappeso e l’obesità interessano una fetta sempre più ampia della popolazione (dai bambini agli adulti) e solo negli Stati Uniti già vent’anni fa erano decine di milioni le persone che investivano oltre 33.000 miliardi all’anno nel business della perdita di peso. Tuttavia la maggior parte di loro perdevano appena il 10% del peso corporeo riacquistandone poi i due terzi entro 12 mesi successivi e recuperando completamente nei cinque anni a venire spesso anche raggiungendo situazioni peggiori dell’inizio.

Le statistiche ad oggi sono del tutto analoghe e il ben noto effetto yo-yo risulta dannoso per la salute anche sul lungo periodo rappresentando un fattore di aumento del rischio per le malattie legate al metabolismo e al cuore.

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Le diete ipocaloriche: quando funzionano e quando no

Quasi tutte le diete sono basate su una restrizione delle calorie ma quelle a lungo termine in particolare sono puntualmente destinate a non avere successo: ma allora perché così spesso le diete ipocaloriche non funzionano?

Andiamo con ordine: se un soggetto ha bisogno di 2500 cal al giorno e ne assume 3000, quelle cinquecento in più si accumulano sotto forma di grasso. Se invece ne consuma 2000, le 500 in meno determineranno una perdita di peso legata all’ossidazione dei tessuti adiposi per compensare il deficit di energia.

Tuttavia questa semplificazione non corrisponde esattamente alla realtà, nel senso che è vero che abbassando le calorie all’inizio perdiamo peso, ma l’organismo umano ha la capacità di adattarsi sia in caso di aumento che di diminuito apporto di calorie, attivando o diminuendo il metabolismo.

Se una dieta ipocalorica si prolunga nel tempo, il corpo tende a conservare il grasso come fonte energetica per i tempi che interpreta come di carestia. In questo modo l’organismo tende ad attaccare i muscoli e in proporzione si risulta più grassi perché la composizione corporea è scompensata a favore de tessuti adiposi. Sicuramente l’attività fisica riesce a contenere questo fenomeno sia grazie all’utilizzo dei grassi a fine genetico, sia stimolando la crescita e la conservazione della massa. In questo senso il corpo interpreta che i muscoli sono utili perché viene svolta attività fisica e quindi tende a conservarli.

Bisogna anche tener presente che non tutti gli individui sono uguali: c’è chi mangia tanto senza ingrassare, c’è chi mangia appena un po’ più del solito e tende ad assumere peso con estrema facilità. Le differenze stanno ad esempio nel metabolismo basale e sulla capacità di assimilare le calorie o di trasformarle in energia. Tuttavia non c’è unico fattore che determina tale situazione, essendoci numerosi parametri concomitanti, dalla genetica allo stile di vita, dall’alimentazione all’attività fisica, dalla composizione del grasso alla quantità di muscolo iniziale e così via.

Intolleranze e allergie alimentari: come impattano nella dieta e nella perdita di peso

Alcuni cibi inoltre per alcuni soggetti soprattutto possono determinare un maggior senso di pesantezza e quindi è opportuno quantomeno accennare ai disturbi legati alle allergie e alle intolleranze.

Tutti i cibi che consumiamo vengono lavorati dagli enzimi digestivi e trasformati in aminoacidi, zuccheri semplici, acidi grassi, mentre le particelle che non sono digerite vengono espulse. Tuttavia alcune ricerche hanno evidenziato la presenza di tracce di proteine alimentari nel latte umano, evidenziando come chiaramente alcuni cibi ed in particolare latte e uova sfuggano alla completa digestione arrivando all’interno dell’intestino come macromolecole.

Queste sostanze quindi possono raggiungere il sangue allargando le giunzioni tra le cellule determinate dalla corrispondente reazione infiammatoria. Quando queste molecole sono troppo grandi per essere fagocitate si genera una ulteriore infiammazione locale che si traduce ad esempio in ritenzione idrica e quindi aumento di peso se l’organo bersaglio è per esempio il rene.

Questa è solo una delle spiegazioni dimostrate che può indurre a riconsiderare il problema del sovrappeso che indica non solo la componente grassa ma anche quella idrica.

Le intolleranze alimentari non fanno altro che provocare ulteriormente tale sovrappeso per via delle infiammazioni e i meccanismi continuano a ripetersi in circolo. Eliminando quindi i cibi cui siamo intolleranti, il corpo riesce a mano a mano ad eliminare i liquidi in eccesso e migliorare la composizione corporea a favore della massa muscolare. Più muscoli abbiamo, più alto è il metabolismo, aiutandoci in un ciclo questa volta positivo a innescare una maggiore presenza di muscolo a scapito del grasso.