Parigi, 3 giugno 1946: nasce il bikini… e l’esigenza dell’addome scolpito

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Una notizia flash che potrebbe incuriosire qualche lettore. Accade oggi, 3 giugno… ma di qualche decennio fa. Nel 1946, a Parigi, città cult in materia di haute couture, “nacque” la moda del famigerato bikini, che sfilò per la prima volta in passerella. Ne sarà lieta qualche donna, desiderosa di mostrare al popolo spiaggiato le proprie forme al cardiopalma, il sedere tonico e la tartaruga sculturea, forse scontenta qualche altra, bramosa di tornare indietro nel tempo a quando il costume da bagno riusciva ancora a nascondere le curve generose, i chili in eccesso piantati nel girovita e, soprattutto, non metteva in mostra l’addome “rilassato”. E senz’altro saranno felici gli uomini, perché, da quel giorno, almeno in spiaggia, qualcosa di nascosto è sbucato alla luce del sole… ma non era più niente di “fuori moda” o trasgressivo. Il nome del noto costume a due pezzi (che negli anni ha subìto svariate trasformazioni, riducendosi sempre più, per poi tornare alla sua forma quasi “intera”) deriva dall’atollo di Bikini, nell’oceano Pacifico, sede di diversi esperimenti atomici, anche in virtù dello scalpore che questa nuova moda da spiaggia destò nella società pudica (o finta pudica) di allora. Il modello, firmato Louis Reard, andò a rifinire quello di Jacques Heim che, due mesi prima, aveva pubblicizzato l’Atome, considerato il costume da bagno più mini della moda mondiale. Bene, proprio Reard riuscì a rendere questo prototipo ancora più piccolo, tanto che fu difficile trovare una modella disposta a indossarlo e sfilare in passerella. Poi, spuntò lei, la bella danzatrice e spogliarellista del Casino de Paris, la francese Micheline Bernardini, da allora nota per aver vestito per l’appunto il “primo bikini” della storia.

E.T.