Nutrizioni contro la dieta Mediterranea a Zona?

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La dieta a zona non si chiama così perché si occupa di snellire certe zone del corpo, ma perché basa la sua efficacia su una divisione netta dei nutrienti: 40% carboidrati, 30% grassi e 30% proteine da assumere nel corso della giornata. Si tratta di un’alimentazione basata sulla volontà di equilibrare uno speciale tipo di ormoni che regolano il nostro metabolismo e che funziona a blocchi invece che a conteggio delle calorie. L’inventore di questo programma alimentare, il chimico Sears, ha però scelto di proporre una versione mediterranea della stessa, che sta sbarcando in Europa e che ha già fatto proseliti fra star e celebrity. Si tratta della dieta a zona mediterranea, che pesca gli alimenti da introdurre nel programma dai cibi mediterranei, ma che propone un parco consumo di carboidrati e un massivo consumo di proteine, ricercate soprattutto nel pesce.

I nutrizionisti si sono però schierati contro questa tipologia di dieta, bollandola come troppo proteica e sottolineando il fatto che la vera dieta mediterranea chiede un buon consumo di carboidrati, molto meno di un tempo quando essi rappresentavano il 68% dell’intero apporto giornaliero, ma sicuramente abbondante. La dieta a zona mediterranea non si rivela quindi efficace e benefica, a detta dei medici, perché non presenta sufficienti carboidrati e basa la sua efficacia su un intenso consumo di pesce, caratteristica che si trova marginalmente nella storica alimentazione mediterranea. I medici chiedono quindi di non dimenticare mai l’importanza di un attento consumo di carboidrati, da attuare con una preferenza accordata ai cereali integrali associati ad altri cibi sani e freschi, come la frutta, la verdura e le proteine vegetali.