Modellare il fisico in alcuni punti: domande frequenti

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Abbiamo già affrontato in altri articoli l’argomento del dimagrimento localizzato, ed in questo approfondimento proseguiremo a rispondere alle domande più frequenti per comprendere esattamente come gestire il modellamento del fisico secondo i propri obiettivi.

Se negli obesi il problema di accumulare grasso riguarda tutto il corpo in maniera praticamente indistinta, nella persona in sovrappeso o normo peso il grasso può accumularsi in maniera localizzata, risultando particolarmente resistente al normale approccio della dieta.

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Modellamento del fisico: addome e fianchi

È classico l’esempio della ragazza che cerca di dimagrire sui fianchi e si ritrova col viso più scavato, il seno piatto, la vita più sottile, senza ottenere però soddisfacenti risultati nella zona che voleva modellare. Oppure per quanto riguarda gli uomini, il tipico caso del ragazzo che cerca di ritrovare una buona forma per l’estate e segue dieta, programmi in palestra, si impegna con centinaia di addominali, senza riuscire ad eliminare le maniglie dell’amore.

Bisogna considerare che esistono delle influenze ormonali per quanto riguarda il deposito dei grassi in alcune aree: gli estrogeni ad esempio favoriscono gli accumuli nella parte inferiore del corpo mentre il testosterone attraverso il cortisolo incrementa l’accumulo nella parte superiore e nell’area addominale.

Sicuramente quindi parliamo di una questione ormonale ma l’ormone che determina l’accumulo di grassi è sempre l’insulina, mentre viceversa quello che favorisce maggiormente i processi di lipolisi e quindi il dimagrimento è l’ormone della crescita.

Ma è quindi possibile con l’alimentazione influenzare la secrezione ormonale in maniera da migliorare la distribuzione del grasso corporeo?

Gli individui di sesso maschile soprattutto, che hanno una tendenza a produrre una maggiore quantità di cortisolo, possono accumulare grasso sull’addome. Il cortisolo aumenta la glicemia e solitamente i suoi livelli sono più elevati dalla mattina fino alle prime ore pomeridiane. Quindi si questi individui che partono già con la glicemia più elevata forniamo carboidrati nella prima parte della giornata non faremo altro che incentivare ulteriormente la glicemia tenendo l’insulina elevata e inibendo il dimagrimento proprio nella zona dell’addome.

Quando il sovrappeso quindi è localizzato livello dell’addome è meglio limitare carboidrati nella prima parte della giornata e introdurli invece nelle ore serali quando tra le altre cose sono capaci di esplicare un effetto rilassante favorendo una maggiore presenza di serotonina.

Regolare l’insulina per dimagrire in maniera localizzata

Per quanto riguarda invece i tessuto adiposo che si accumula nella parte inferiore del corpo, come accade più spesso nelle donne, bisognerebbe consumare a cena un pasto più ricco di proteine in maniera da favorire la produzione dell’ormone della crescita e stimolare il dimagrimento nelle zone dove c’è più accumulo di grasso, come ad esempio i fianchi.

E per quanto riguarda l’allenamento, è possibile attraverso di esso contrastare il grasso localizzato?

Chi frequenta la palestra cerca spesso risultati in termini di dimagrimento localizzato, tuttavia la domanda è proprio questa, ossia se risulti fattibile il dimagrimento in una specifica zona del corpo grazie all’allenamento mirato. Ormai la scienza ha dimostrato che con strategie di allenamento a circuito che alternino aerobica ad esercizi mirati è possibile sicuramente ottenere risultati nel dimagrimento localizzato.

Se quindi ad esempio cerchiamo di dimagrire nella zona dei fianchi possiamo alternare esercizi come gli slanci laterali ad altri aerobici come la corsa o la cyclette.

Grasso localizzato e cellulite: sono la stessa cosa?

C’è una certa confusione sull’argomento perché la cellulite e il grasso sono due concetti estremamente differenti. La cellulite fa riferimento in primo luogo a problemi di circolazione: non si tratta semplicemente di un estetismo ma di una reale patologia che determina una degenerazione dei tessuti adiposi sotto la pelle in abbinamento ad un aumento delle cellule grasse e all’alterazione dei capillari e delle vene.

La presenza di cellulite può avere conseguenze anche in termini di circolazione negli arti inferiori perché i liquidi ristagnanti tendono a danneggiare le strutture elastiche e connettive del tessuto, dando luogo a una proliferazione incontrollata di fibre. Questo significa che quando i tessuti sono scarsamente irrorati di sangue, i vasi diventano porosi e lasciano fuoriuscire troppi liquidi e di conseguenza il tessuto reagisce diventando più duro e intrappolando il grasso che così più difficilmente riesce a rispondere agli stimoli di lipolisi.