Lo stress fa ingrassare: ecco la dieta del cortisolo

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Oggigiorno si sente spesso imputare allo stress la causa della maggior parte delle patologie e delle condizioni di disagio che tante persone sperimentano, dalla gastrite, all’allergia, dai disturbi del comportamento alimentare fino agli attacchi di panico, l’infarto e l’elenco potrebbe essere ancora molto lungo.

Lo stress è anche un importante fattore che determina l’ingrassamento e rende particolarmente difficile la perdita di peso: si tratta di una situazione scientificamente verificata quella per cui la capacità di rispondere allo stress determina l’appetito, la distribuzione del grasso e quindi la composizione corporea.

Stress e aumento di peso: il cortisolo

L’ormone principale che regola lo stress è il cortisolo che è responsabile dell’equazione per cui lo stress equivale ad avere meno muscoli e più tessuto adiposo. Prendendo spunto da alcune statistiche che riguardano il continente americano, circa il 65% degli adulti si trova in una condizione di sovrappeso e un quarto dei bambini soffre di uno stato di obesità.

Questa condizione patologica determina per la prima volta un potenziale abbassamento dell’aspettativa media di vita della popolazione americana. Ecco perché attualmente gira un grande business intorno alle diete per dimagrire e centinaia di studi hanno dimostrato che queste consentono di perdere peso ma la parte più difficile è poi non riprendere i chili nei mesi successivi.

Perché quindi il peso viene riacquistato facilmente? I fattori da considerare sono almeno tre e riguardano la dieta squilibrata, un metabolismo che si abbassa per via di un’alimentazione troppo ipocalorica e alla mancanza di un’adeguata attività fisica a corredo del regime alimentare.

La dieta del cortisolo: dagli USA una alimentazione calibrata per il dimagrimento

Le diete ricche di proteine e povere di zuccheri sono estremamente funzionali nella perdita rapida di peso soprattutto per coloro che devono perdere  almeno 15 kg ma quando la differenza con il proprio peso ideale è ridotta allora questa dieta smette di funzionare.

La dieta cosiddetta del cortisolo funziona proprio per perdere gli ultimi chili che risultano più difficili da smaltire: più ci si avvicina al traguardo più risulta difficile regolare il proprio metabolismo a concretizzare l’ultima parte del processo dimagrante.

Questa dieta del cortisolo non va considerata un vero regime restrittivo ma uno stile alimentare che vuole bilanciare l’apporto di tutti nutrienti non solo in termini di quantità ma soprattutto di qualità.

Nella cortisol connection diet si parla di indice di equilibrio, un indicatore numerico che esprime il rapporto tra la qualità la quantità di ciò che consumiamo: più la qualità elevata maggiore è questo indice.

Qualità e quantità dei nutrienti: ecco come regolarsi

Si può dividere il cibo in quattro categorie:

  1. i carboidrati integrali hanno un indice di equilibrio più elevato: quindi una mela intera è migliore del succo di mela, la pasta integrale è migliore di quella raffinata, il pane ai cinque cereali è migliore del pane bianco soffice;
  2. le proteine e i carboidrati devono essere consumati insieme e possono compensare i rispettivi indici di qualità, ad esempio la fonte proteica magra può servire per equilibrare un pasto ricco di carboidrati raffinati
  3. i grassi devono essere aggiunti sempre in piccola quantità come regolatori metabolici, ad esempio un cucchiaio di olio extravergine o una manciata di frutta secca, per rallentare il rialzo della glicemia che si verifica dopo un pasto, aiutando sia a controllare l’appetito sia a favorire l’utilizzo dei tessuti adiposi a scopo energetico durante il resto della giornata
  4. le fibre infine sono estremamente importanti perché così come i lipidi aiutano a rallentare l’assorbimento degli zuccheri: esse regolano la glicemia (fibre solubili) e contribuiscono anche ad aumentare il senso di sazietà (fibre insolubili). Possono essere ricavate dalla frutta, dalla verdura e dai cereali integrali.

Per la giusta quantità di cibo? Usa le mani!

Per quanto riguarda la quantità, per individuare la porzione corretta si possono utilizzare le dimensioni delle mani: per i carboidrati ricchi di fibre si può scegliere la quantità pari a quello che può contenere la mano aperta, per i carboidrati amidacei come il pane la pasta, le patate la dimensione non deve superare il pugno chiuso.

Le proteine magre devono corrispondere alla misura del palmo della mano ( solo il palmo, non la mano aperta ) mentre i grassi devono rimanere nelle dimensioni della circonferenza tracciata unendo il pollice e l’indice.