Italiani, popolo di sedentari: in 24 milioni preferiscono il divano alla palestra

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Italia, il paese della sedentarietà e dell’ozio. Nel nostro Paese, si sa, lo sport preferito dai molti è il vecchio e comodo divano, quello su cui ci si accascia ogni sera, al termine di un’intesa giornata lavorativa, magari con la tv accesa e una birra gelata in mano. Il divano (l’identificazione materiale della pigrizia) ci accompagna in ogni momento della nostra vita, ci fa disdire migliaia di appuntamenti non improrogabili… e ci allontana dal desiderio di trascorrere qualche ora in palestra, a svolgere del sano esercizio fisico. La questione, a parte gli scherzi, è a dir poco allarmante: l’Italia non sfugge dalla top 20 degli stati più sedentari al mondo, e occupa la piazza numero 17 con un indice di inattività del 54,7%. Se rapportati all’Unione Europea, poi, il quadro diventa ancora più sconcertante: la nostra penisola si trova al quinto posto, superata soltanto da Malta, Cipro, Serbia e Regno Unito. Nel 2013, i dati Istat hanno rivelato che sarebbero oltre 24 milioni gli “inattivi”, tutti quegli italiani che non hanno nessuna intenzione di praticare sport, che si tratti di palestra, ginnastica casalinga, corsette outdoor e via discorrendo. Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), il 60-85% delle persone nel mondo (soprattutto per quanto riguarda i paesi industrializzati o in via di sviluppo) conduce uno stile di vita sedentario, e i decessi per le malattie non trasmissibili aumenteranno del 17% nei prossimi dieci anni.

In occasione del XXIV Congresso nazionale della Federazione medico sportiva italiana, a Catania, si è parlato proprio di questo: attivarsi per sensibilizzare la popolazione a pensare – e credere – che l’esercizio fisico sia “essenziale”, che l’inattività vada riconosciuta come una vera e propria patologia, al pari dei disturbi cardiovascolari, del diabete o dei tumori. Secondo la Federazione medica del Coni, infatti, l’attività fisica andrebbe prescritta come “cura“, come un farmaco da assegnare in qualità e misura variabile a seconda degli individui. Ecco il messaggio che proprio la Fism ha lanciato al Ministro della Salute, Beatrice Lorenzin: “Procedere insieme su un percorso ormai necessario e non dilazionabile per la salute di tutti i cittadini, che sarebbe di grande lungimiranza e mai tracciato prima al mondo, che avrà anche positivi risvolti sulla politica economico-sanitaria del Paese“.

Italiani… alzatevi dal divano…

E.T.