Italiani a dieta forzata. La crisi portafoglio punta anche gli alimenti scaduti

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Il nostro Paese scivola in deflazione e gli italiani decidono – o meglio, sono costretti a farlo – di mettersi a dieta… forzata. In Italia, il territorio del buon cibo, del buon vino, delle buone forchette, si mangia molto meno, e sempre peggio. A rivelarlo, gli ultimi dati Istat e Coldiretti, che confermano il pessimo andamento del commercio alimentare, anche per quanto riguarda i beni di prima necessità. Dall’inizio del 2014 il calo è dell’1,1% e la proiezione annua è di -2,5%. Una vera e propria «emergenza nazionale» per il Codacons, si legge su «La Stampa»: “È la dimostrazione che gli italiani sono ormai a dieta forzata. Non hanno nemmeno più le risorse necessarie per acquistare beni primari come il cibo“, ha spiegato il presidente Carlo Rienzi.

Insomma, se qualche tempo fa (senza andare troppo indietro negli anni) gli italiani prestavano molta attenzione a ciò che portavano in tavola, in questo dilagante clima di austerity, i connazionali mangiano ciò che il portafoglio decide: prodotti sottocosto e reperibili nei reparti dei discount, cibi scontati, o addirittura alimenti già scaduti. Pur di risparmiare… pur di non buttare via niente. E infatti, a perderci, sono la grande e piccola distribuzione (rispettivamente -1,7% e -4,2%), ma non i discount, che registrano addirittura un incremento dell’1,7%. A rimetterci? I cibi che costano di più, o quelli che, sottocosto, proprio non si trovano: tra i più scartati, il reparto ortofrutticolo (calato del 23%) e quello di carne e pesce.

E, tra le scelte più inquietanti fatte dagli italiani in crisi, c’è la scelta di mangiare i cibi scaduti: il risultato più estremo di questo fenomeno che coinvolge una grande fetta della popolazione nazionale. Secondo il rapporto di “Waste watcher knowledge for Expo”, dall’inizio di quest’anno, a otto italiani su dieci è capitato di mangiare degli alimenti scaduti. Una percentuale in aumento rispetto al 2013, e del 18% in rialzo anche in relazione ai primi cinque mesi del 2014.

E.T.