Ecco come eliminare davvero il grasso “ostinato”

- Scritto da in Dimagrimento Notizie e Novità Salute

Un problema noto a una buona fetta della popolazione è la difficoltà di dimagrire in specifiche zone del corpo che spesso sono localizzate sui fianchi per le donne e sulle classiche maniglie dell’amore per gli uomini.

Una giustificazione che si ascolta spesso è legata al fatto che si tratti di grasso datato e presente da molto tempo e quindi più difficile da smaltire. In realtà questa affermazione non è realistica perché il grasso delle cellule adipose si rinnova continuamente e si verificano costantemente fenomeni di lipolisi e di ricostruzione. Gli acidi grassi infatti entrano ed escono e formano trigliceridi in seguito ai processi lipogenici. Il bilancio calorico è sicuramente un parametro che consente di regolare questo equilibrio ma perché allora alcune zone sono più difficili da far dimagrire e al contrario risultano le prima ad accumulare peso superfluo?

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Dimagrimento localizzato: ecco perchè alcune zone sono più difficili da trattare

Ecco che entrano in gioco gli ormoni e la circolazione. La prima osservazione è distinguere due tipi di obesità, quella androide e quella ginoide, una condizione che riguarda però non solo chi si trova in sovrappeso ma riguarda anche i normopeso. Il morfotipo androide accumula grasso soprattutto nella parte superiore del corpo ed è più comune nel sesso maschile mentre il secondo morfotipo, quello ginoide, accumula grasso soprattutto nella parte inferiore ed è più tipico delle donne, ma queste distinzioni non sono così nette.Esiste anche un terzo morfotipo definito misto che accumula grasso in maniera omogenea lungo tutto il corpo.

Il morfotipo androide accumula grasso soprattutto sottopelle nell’area dell’addome superiore e nella zona lombare mentre il ginoide è interessato ad accumulare peso soprattutto nei glutei e a livello del femore. Quest’ultimo grasso è quello più resistente perché ha un turn-over rallentato rispetto al grasso sottocutaneo della parte superiore che a sua volta risulta comunque metabolicamente più lento del grasso viscerale.

Il grasso sottocutaneo della parte superiore infatti è più sensibile ai processi di lipolisi rispetto il grasso sottocutaneo della parte inferiore del nostro corpo. Ecco perché gli addominali rispondono meglio gli approcci basati sulla restrizione calorica e l’allenamento che in questo caso risultano di solito più che sufficienti per ottenere i propri traguardi.

Dagli ormoni alla circolazione: quello che conta per perdere peso in maniera mirata

Sulla base di questa differente distribuzione del grasso ci sono quindi gli ormoni, soprattutto quelli sessuali. Il testosterone e il cortisolo sono alla base del primo morfotipo, quello androide mentre gli estrogeni di quello tipicamente femminile. Gli effetti dimagranti della dieta e dell’allenamento sono mediati dalle catecolamine, ossia adrenalina e noradrenalina che si legano ad alcuni recettori distribuiti nel tessuto adiposo.

La distribuzione di questi recettori nei tessuti grassi è quindi fondamentale per il buon successo del processo dimagrante: nella regione dei glutei e del femore delle donne c’è un numero maggiore di recettori che inibiscono la lipolisi rispetto a quelli che la stimolano e questo è proprio uno dei motivi per cui le donne che assumono estrogeni accumulano facilmente cellulite sui fianchi mentre le sportive che assumono doping basato su ormoni maschili sono invece esenti da questa temuta manifestazione.

Inoltre maggiore è il flusso di sangue e minore è l’accumulo del grasso e viceversa quindi anche il flusso ematico è determinante per i processi dimagranti ed è regolato dagli stessi recettori che determinano il metabolismo delle cellule grasse. La scienza suggerisce quindi di concentrare i propri esercizi fisici localizzati in maniera da stimolare il flusso sanguigno della zona dove è presente un eccesso di grasso per alleviare la vasocostrizione e migliorare la capacità di bruciare grassi attraverso proprio un miglioramento del flusso di sangue.

In questo caso quindi è consigliabile seguire un allenamento a circuito dove le diverse parti del corpo vengono allenate in maniera distante una dall’altra per favorire la circolazione, produrre meno acido lattico possibile e limitare i cataboliti. Qualsiasi tipo di esercizio fisico deve essere eseguito al fine di aumentare il flusso di sangue nella zona resistente al dimagrimento per incentivare le capacità endogene di bruciare grassi a una velocità più simile a quelle delle zone che rispondono meglio. La dieta è sicuramente fondamentale ma deve a sua volta tenere presente lo stimolo ormonale indotto dei nutrienti scelti, così come suggerisce la teoria alimentare della cronomorfodieta