È possibile mantenere la forma ottimale raggiunta? I principi della dieta alternata

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Il massimo della forma fisica corrisponde a quella soglia di definizione muscolare che soddisfa sia dal punto di vista estetico che salutistico. Quel che vediamo nelle riviste di culturismo è un corpo che ha raggiunto una situazione comunque precaria, conseguenza di una preparazione estrema che ha coinvolto sia l’allenamento, sia gli integratori che la dieta. Questi livelli non si possono conservare a lungo perché l’organismo tende sempre a tornare a una condizione più equilibrata che può essere conservata più facilmente.

Il corpo infatti attua continuamente dei meccanismi di adattamento dal punto di vista del metabolismo, dei livelli di appetito, dei comportamenti e tutto concorre a determinare quel livello di grasso che per ognuno in qualche modo è predefinito, il cosiddetto fat point.

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La teoria del fat point per mantenere la forma ottimale

Da una parte queste considerazioni ci portano a comprendere le peculiarità di ognuno: è inutile continuare ad invidiare ed emulare quell’amico che qualsiasi cosa mangi mantiene un eccezionale livello di definizione muscolare. Tutti siamo più o meno tarati ad una certa quantità di grasso minimale. Ma la genetica, per quanto importante, non è l’unico parametro a determinare la soglia di grasso minima.

La teoria del fat point suggerisce un ulteriore meccanismo di adattamento del corpo che si attiene alla percentuale di grasso che riusciamo a mantenere per il più lungo tempo possibile, quindi il segreto sarebbe quello di abbassare la nostra soglia e cercare di rimanere in tale condizione fino a che il corpo si ritira a tale nuovo livello. Effettivamente non è raro imbattersi in persone ex obese che una volta raggiunto il punto di dimagrimento ottimale hanno visto modificare il proprio metabolismo senza essere più predisposte ad accumulare tessuto adiposo.

Quindi la domanda diventa la seguente: come facciamo per conservare a lungo tempi risultati raggiunti?

Se il nostro corpo tende sempre a tornare alle condizioni di partenza che risultano più facili da mantenere, è altrettanto difficoltoso mantenere una motivazione lungo tutto il percorso di un’alimentazione restrittiva. L’obiettivo successivo di chi è riuscito a dimagrire è aumentare la massa muscolare ma non quella grassa.

Se da una parte la dieta ipercalorica aiuta ad aumentare i livelli degli ormoni anabolizzanti, dal testosterone all’insulina per stimolare la crescita è anche vero che l’eccesso di calorie si traduce sistematicamente anche in accumulo di ulteriore grasso. Quindi dopo tanti sacrifici per raggiungere la forma ideale con la percentuale di grasso desiderata, bisogna comprendere se è possibile continuare a crescere di massa senza accumulare adipe in maniera sproporzionata.

D’altra parte se si continua a mantenere una dieta restrittiva, dopo un po’ di tempo la massa si perde e i muscoli si appiattiscono. Già oltre vent’anni fa il dottor Masseroni suggeriva agli atleti di applicare un principio di super compensazione osservando un periodo di 15 giorni di dieta restrittiva ipocalorica a cui facevano seguito 10 giorni di dieta ipercalorica, due archi di tempo determinati in maniera da sostenere l’aumento massa ma non l’accumulo di grasso. tali tempistiche risultavano comunque adatte alla super compensazione.

Alcuni anni fa tale teoria è stata perfezionata, come dimostra uno studio che aveva ottenuto un aumento di tre chili massa in appena 12 giorni senza allenamento ma solo attraverso modifiche alla dieta, segnando anche un aumento di tutti gli ormoni anabolici: tale rivoluzionaria scoperta è opera di un body-builder e studente svedese, Torbjorn Akerfeld.

Il metodo Akerfeld per l’aumento massa

Il suo metodo richiede 15 giorni di dieta ipocalorica e 15 giorni di dieta ipercalorica con l’aggiunta di 1500 cal rispetto a quelle di mantenimento: l’aumento calorico è il fattore determinante perché ha forti conseguenze sul bilancio dell’azoto e quindi sulla sintesi di nuove proteine.

Nella fase ipocalorica è bene tenere i carboidrati bassi e garantirsi un buon quantitativo di grassi polinsaturi per migliorare la sensibilità all’insulina e aiutare l’ossidazione lipidica preservando il fisico dall’aumento dei tessuti adiposi. Ovviamente questa dieta esplica effetti ancora maggiori se viene sostenuta da un’adeguata attività fisica e una corretta integrazione a seconda della fase di dieta ipocalorica o ipercalorica.