Dieta chetogenica e bodybuilding: è una scelta sostenibile?

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Nell’approfondimento di oggi trattiamo l’argomento della dieta chetogenica correlata al bodybuilding. Può questo regime alimentare risultare valido anche per i culturisti? Quali sono gli sportivi che possono trarre giovamento dalla chetosi?

La dieta chetogenica è caratterizzata da una forte riduzione dei carboidrati (mantenuti di solito al di sotto del 10% e spesso anche molto meno) e una elevata presenza di grassi accompagnati da una moderata o bassa quota per quanto riguarda le proteine. La chetosi che distingue tale regime alimentare corrisponde ad una alterazione nel metabolismo degli acidi grassi e si manifesta in caso di digiuno prolungato e/o durante un periodo di carenza o privazione dei carboidrati.

Le proteine vengono fortemente ristrette per conservare attiva la chetosi in maniera che la produzione di glucosio non sia promossa a scapito delle proteine stesse. La chetosi risulta estremamente utile nelle diete dimagranti per garantire una maggiore perdita di peso in breve tempo ed è stata utilizzata con successo anche negli sport di estrema resistenza. Attraverso essa infatti si insegna al corpo ad utilizzare preferibilmente i grassi per la produzione energetica.

La dieta chetogenica funziona in tal senso perché i cosiddetti corpi chetonici aiutano a tenere sotto controllo l’appetito e a sostenere meglio la dieta.

Dieta chetogenica per dimagrire: ma è adatta per gli atleti di massa?

Se la dieta chetogenica favorisce in effetti una efficace e rapida perdita di peso è altrettanto vero che determina una perdita per quanto riguarda la massa magra per via di un inferiore stimolo delle vie anaboliche legato alla drastica diminuzione dei carboidrati. Essi normalmente hanno il compito di stimolare l’insulina che è il più potente attivatore delle vie anaboliche e quindi  in una dieta dove scarseggiano i carboidrati prevale necessariamente il catabolismo sui processi anabolici.

Come detto questa dieta deve risultare anche piuttosto povera di proteine perché altrimenti si attiverebbero i processi di neoglucogenesi con produzione di glucosio che non consentirebbe lo stato di chetosi.

Perdita del muscolo e dieta chetogenica

Questo si traduce in altre parole in una inferiore secrezione dell’ormone della crescita: secondo uno studio tale dieta ha dimostrato una diminuzione dei recettori dell’ormone GH della crescita a livello del fegato determinando a sua volta una ulteriore riduzione dei processi anabolici che avvengono nella muscolatura.

Un circolo vizioso catabolico che ci induce ad affermare come la dieta chetogenica rappresenti un estremo regime alimentare non consigliabile né in fase di massa né di definizione.

Questo genere di dieta infatti riduce le prestazioni ad elevata intensità e diminuisce la spontanea capacità del corpo di generare nuova massa muscolare favorendo addirittura i processi catabolici. Se si vuole quindi aumentare la massa muscolare bisognerà assumere la giusta quota di proteine per ogni kg di peso ed accertarsi della giusta presenza di grassi essenziali nella propria alimentazione.

La maggior parte dell’energia sarà ricavata a partire dai carboidrati complessi che nelle fase di definizione non dovranno mai essere inferiore ai 100 grammi quotidiani. In questo modo riusciremo a non innescare lo stato di chetosi e a tenere sotto controllo anche il processo di gluconeogenesi che trasforma le proteine in glucosio.