Creatina monoidrato e kre-alcalyn: ci sono differenze?

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La creatina è un prodotto aminoacidico presente nel nostro corpo ed in particolare stoccato nella massa muscolare: viene prodotto dal fegato, dal pancreas e dai reni a partire da arginina, metionina e glicina. Essa si configura come un importante deposito di energia muscolare che viene utilizzata al momento del bisogno ed in particolare in occasione di contrazione muscolari rapide e ad alta intensità.

L’uomo consuma ogni giorno 30 mg di creatina per ogni chilo di peso (quantità che corrisponde a circa il 2% delle complessive riserve); questa quota degradata viene eliminata attraverso l’urina e il fabbisogno giornaliero è soddisfatto in parte attraverso la sintesi interna ( 1 g al giorno ) e per il resto con l’alimentazione e l’integrazione

Creatina monoidrato e kre-alcalyn: i vantaggi di questo integratore

Gli integratori che contengono creatina monoidrato rappresentano un vero e proprio must della nutrizione sportiva moderna: l’efficacia di questo principio attivo è confermata non solo dalla scienza ma anche degli atleti di ogni livello. In particolare molti studi hanno dichiarato che grazie a questo tipo di supplemento il rilascio della fosfocreatina migliora tra il 15 e il 40 percento apportando i seguenti benefici diretti e indiretti:

  • aumento della massa muscolare
  • capacità di sostenere un maggiore volume di allenamento
  • migliore capacità anaerobica
  • più forza massima e potenza.

In particolare la creatina è stata messa in relazione ad un miglioramento della composizione corporea poiché si è verificato che una sua integrazione aumenta la concentrazione di acqua a livello intracellulare, rendendo il corpo più idratato.

Differenza tra creatina monoidrato e kre-alcalyn

Se il formato monoidrato è il più presente sul mercato nonché il più studiato, alcune aziende hanno cercato di individuare alcune alternative per fornire più scelta ai consumatori con specifiche necessità.

La creatina kre-alcalyn è una creatina tamponata ideata per la prima volta da un’azienda americana: tale formula si differenzia dalla monoidrato per la presenza di carbonato di sodio oppure bicarbonato o altri polveri alcaline. Alcune ricerche interne all’aienda garantirebbero che tale formula risulterebbe 10 volte più assorbibile rispetto  alla monoidrato, con la conseguenza che il corpo può trattenerne di più a livello muscolare.

Tale proprietà si giustifica con l’aumento del pH indotto dai sali alcalini aggiunti, riducendo il processo di trasformazione della creatina in creatinina. Nonostante tali premesse,  gli scienziati non hanno ancora confermato  ufficialmente l’efficacia di questa formula alternativa, ma nel 2012 un team di ricercatori ha cercato di andare più a fondo nel paragone:

  • il primo gruppo di soggetti osservati ha ingerito 1,5 g giornalieri di creatina alcalina mentre il secondo gruppo ha effettuato una fase di carico di 20 g al giorno di monoidrato per la prima settimana, seguita da 21 giorni di mantenimento con 5 g quotidiani di integratore;
  • entrambi i gruppi hanno seguito la stessa dieta, lo stesso allenamento e sono stati sottoposti alle stesse misurazioni (tra cui analisi del sangue e biopsia).

Cos’ha dimostrato questa ricerca? In primo luogo che non ci sono state sostanziali differenze tra i due gruppi di studio in termini di lavoro massimale e di potenza. Per quanto riguarda la composizione corporea e il guadagno muscolare, i due gruppi hanno registrato una riduzione dei tessuti adiposi senza variazioni apprezzabili per quanto riguarda i dati provenienti dalle analisi del sangue.

Queste indicazioni sembrano dirci che la creatina alcalina non apporti benefici aggiuntivi rispetto al classico protocollo e che la monoidrato risulterebbe comunque più efficace nel potenziamento delle scorte muscolari.

L’azienda produttrice tuttavia sostiene che la formula alcalina ridurrebbe l’occorrenza di effetti collaterali, considerando che alcuni soggetti che assumono monoidrato possono talvolta manifestare problemi gastrointestinali e nausea. Tuttavia nell’ambito di questo studio non si sono evidenziate differenze in tal senso poiché l’evenienza di effetti secondari è stata molto bassa in entrambi i gruppi di individui.