Cos’è la dieta “South Beach”? Disintossicarsi dai carboidrati si può

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Nel moderno e variegato tripudio di diete, roba da far girare la testa anche a chi, di dieta, proprio non vuole sentirne parlare, non poteva certo mancare, vista la stagione dell’anno in cui ci troviamo, quella dal retrogusto estivo, almeno nel nome: si chiama South Beach ed è stata messa a punto dal dottor Arthur Agatston, direttore del centro di prevenzione delle patologie del cuore del Mount Sinai di Miami Beach, in Florida. Questo regime alimentare si basa su un principio cardine: regolare il consumo di carboidrati, responsabili dell’adipe in eccesso. Pane, pasta, fratelli e sorelle hanno infatti l’ingrato compito di essere digeriti troppo velocemente, e dunque innalzano il livello di insulina nel sangue (ormone peptidico dalle proprietà anaboliche che ha la funzione di regolare i livelli di glucosio ematico ed è responsabile del cosiddetto “fenomeno di ingrassamento”, lo stoccaggio dei lipidi all’interno del tessuto adiposo). Per intenderci… Se i livelli di insulina nel sangue si innalzassero troppo rispetto alla media, l’organismo non solo diventerebbe soggetto ad accumulare grasso, ma avrebbe anche più voglia di consumare carboidrati. Il detto “Ti do una mano e ti prendi tutto il braccio”? Quantomai azzeccato. Più zuccheri vengono sintetizzati dall’organismo, più questo sente il bisogno di introdurne degli altri. Ecco il compito principale della dieta South Beach: disinnescare questo congegno e sostituire i carboidrati buoni a quelli “cattivi”.

10455146_10152582032179610_6751309072590286130_nIl regime alimentare messo a punto dal dottor Agatston si suddivide in tre diverse fasi. Nella prima, della durata di quattordici (lunghissimi!) giorni, il povero individuo messo a dieta non può toccare pane, riso, patate, pasta, prodotti da forno, frutta, alcuni vegetali come carote, pomodori, cipolle, barbabietole e mais, e qualsiasi bevanda alcolica, birra compresa. È in questo periodo iniziale, infatti, che si possono perdere più chili, dai quattro ai sei. Nella seconda, ecco che vengono riportati pian piano in tavola i cibi vietati nella prima, ma solo in quantità ridotte. Poi, arriva la terza fase, che, se si ha avuto la fortuna di raggiungere il peso desiderato, diventa “quotidianità”: disintossicati dai carboidrati, non se ne avrà più bisogno in modo smanioso e si tornerà a mangiare normalmente, e cioè in modo equilibrato.

E.T.