Composizione corporea e infiammazioni: scopri perché si influenzano

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È particolarmente interessante osservare la correlazione fra due concetti che apparentemente sono slegati uno dall’altro ossia le infiammazioni muscolari e la composizione corporea. Con tale terminologia intendiamo un indicatore percentuale circa la distribuzione dei tessuti magri e grassi insieme all’acqua all’interno del nostro corpo.

Il tessuto grasso è esso stesso un organo endocrino capace cioè di influenzare la secrezione degli ormoni e determinare la presenza di molecole che gli scienziati conoscono come adipochine. Tali molecole possono essere di natura infiammatoria o antinfiammatoria ma nelle condizioni di obesità c’è una prevalenza delle prime, tanto che sul medio lungo periodo è possibile osservare un quadro cronico e tuttavia silente. Tali molecole infatti determinano un decadimento sulla qualità dei vasi sanguigni e un aumento degli stati infiammatori.

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Composizione corporea, infiammazione: il fenomeno dell’obesità

Parlando di obesità si fa riferimento ad una patologia globale che aumenta il rischio di contrarre numerose malattie. Chi è obeso osserva generalmente un aumento del grasso soprattutto a livello viscerale e si tratta di una situazione che genera un forte sbilanciamento che attiva una maggiore presenza di radicali liberi.

Praticando attività fisica in maniera regolare è possibile prevenire malattie croniche e cardiovascolari, poiché essa riduce il tessuto grasso e modula la capacità del corpo di rispondere alle infiammazioni.

Abbiamo detto che i tessuti grassi hanno una funzione endocrina ma questo è vero anche per i muscoli, che generano molecole note come miochine. Attraverso l’esercizio fisico e le contrazioni queste molecole attive vengono immesse nel flusso di sangue e raggiungono i tessuti grassi, trasformandoli in una variante biologicamente e metabolicamente più attiva.

Il grasso infatti viene arricchito di mitocondri in termini di numero e dimensioni, migliorandone l’efficienza, la sensibilità insulinica e l’ossidazione.

Attraverso la pratica di uno sport quindi possiamo influenzare la qualità del tessuto adiposo e migliorare la capacità vascolare riducendo allo stesso tetto l’infiammazione sia dal punto di vista localizzato che globale.

Adipochine e miochine: tessuti metabolicamente attivi e attività fisica

Un allenamento che si possa definire funzionale deve osservare alcune caratteristiche ben precise: in primo luogo deve essere eseguito con cadenza regolare, almeno tre volte a settimana, con intensità. Circa l’allenamento aerobico, intensità può essere verificata calcolando il battito cardiaco mentre per workout con i pesi, l’intensità si può influenzare variando i carichi o valutando la produzione dell’acido lattico. L’attività fisica deve essere protratta per almeno 30 o 40 minuti a livello moderato ma ne bastano 20 a livello più intenso.

Queste semplici osservazioni messe in pratica consentono di ridurre l’incidenza di numerose malattie e generare un migliore assetto ormonale sia in funzione salutistica che estetica, migliorando la composizione corporea.

Intervenire sugli stati infiammatori è dunque possibile attraverso una maggiore attenzione all’alimentazione e alla pratica regolare di uno sport. Come gli scienziati hanno ampiamente dimostrato infatti sia i tessuti grassi, sia quelli muscolari possono determinare una differente risposta del nostro sistema endocrino producendo delle molecole specifiche in grado di interagire con i tessuti grassi e migliorando la qualità degli stessi, riducendo l’infiammazione o prevenendola.