Carboidrati la sera: impediscono davvero il dimagrimento?

- Scritto da in Dimagrimento Notizie e Novità Salute
dieta atkins 4 fasi per dimagrire velocemente

Negli ambienti legati al culturismo è molto diffusa l’affermazione secondo la quale chi vuole dimagrire deve evitare i carboidrati alla sera. C’è chi fissa un orario limite entro le 18, c’è chi dice che dopo le 14 non si possono più mangiare: ma non si sa bene da dove provenga tale regola.

Probabilmente la categoria dei culturisti e di chi si dedica al proprio fisico con costanza è particolarmente attenta alla propria glicemia e considerando l’insulina come un ormone che favorisce l’accumulo di tessuti grassi, si teme che l’eventuale picco della stessa generato da una cena ricca di carboidrati, possa compromettere gli sforzi in palestra.

Le nostre migliori offerte NutritionCenter.it

Animal Cuts 42packGuggul Force 200cpsOmega-3 Sport 200cps

Carboidrati la sera: si o no?

Effettivamente nel 1975 uno studio di cronobiologia aveva osservato che una dieta normo calorica su persone normo peso costituita da un solo pasto al giorno pari a 2000 cal consumate al mattino, generava un dimagrimento superiore rispetto a quello che avveniva se il pasto era invece consumato la sera. D’altra parte altri scienziati nel 1981 avevano dimostrato che una dieta da 600 cal consumate in un unico pasto giornaliero su soggetti maschi in stato di obesità generava un calo di peso superiore rispetto lo stesso pasto consumato al mattino.

Già da queste osservazioni sono evidenti i risultati difformi negli studi citati che però erano stati eseguiti su persone differenti, il primo su soggetti normo peso mentre il secondo su persone obese. Probabilmente queste ultime hanno una risposta metabolica differente anche in termini di orario del giorno in cui il cibo viene ingerito? A conferma di questa ipotesi arriva uno studio del 2011 condotto dall’Università della nutrizione di Israele a Gerusalemme, osservando 78 individui sovrappeso, con un indice di massa corporea oltre 30.

La scienza della nutrizoine: cronomorfodieta e carboidrati la sera

Gli individui sono stati suddivisi in due gruppi che hanno seguito per sei mesi una dieta di 1300-1500 cal costituita per il 20% da proteine, 30% da grassi e il resto da carboidrati. Un gruppo mangia i carboidrati a cena mentre il gruppo di controllo li ha consumati in maniera frazionata durante i vari pasti del giorno. Quindi possiamo dire che il gruppo sperimentale ha osservato una dieta a bassi carboidrati durante il giorno ingerendoli prevalentemente nel pasto serale.

I risultati dello studio in merito a questa dieta che (pur non equilibrata nella scelta degli alimenti proposti) è comunque ipocalorica e quindi tendenzialmente dimagrante, sono stati piuttosto inattesi: la maggiore perdita di peso e la maggiore riduzione del girovita si erano registrati nel gruppo sperimentale che aveva consumato i carboidrati a cena. Negli stessi soggetti era migliorata inoltre la glicemia a digiuno, le resistenza all’insulina, i livelli di colesterolo totale, con aumento percentuale di quello buono e si registravano migliori markers infiammatori.

La spiegazione che viene offerta per tale risultato è legata sia alla maggior produzione di un ormone antinfiammatorio (adiponectina), sia allo stimolo della leptina, un ormone anoressizzante secreto in base al picco di insulina: l’effetto della leptina è indurre un senso di sazietà che impedisce di ingerire maggiori quantità di cibo.

Tale ormone cosiddetto della sazietà viene prodotto nel tessuto adiposo ed è stato in effetti osservato come gli individui che soffrano di una sua carenza tendano ad assumere più calorie. La riduzione della leptina durante una dieta ipocalorica è un segnale di scarsa nutrizione che innesca l’aumento della fame per compensazione ed è per questo che i culturisti nei periodi di gara risultano particolarmente affamati, soprattutto durante i regimi a basso contenuto di carboidrati.

Sicuramente non c’è un criterio univoco per alimentarsi correttamente, tuttavia la dieta deve essere estremamente personalizzata sulla base delle predisposizioni genetiche, dei ritmi seguiti durante la giornata, dell’ambiente in cui si vive, così come prescrive la scienza della cronomorfodieta.