Bilancio dell’azoto positivo, maggiore sintesi proteica

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bilancio dell'azoto e proteine dei muscoli

Bilancio dell’azoto è un parametro che calcola La differenza tra l’azoto introdotto e quello eliminato: in via indiretta consente quindi di determinare lo stato catabolico di un individuo. Grazie a questo valore si possono rilevare le perdite proteiche e le proteine utilizzate per la sintesi proteica.

Le proteine contengono il 16% di azoto, quindi ogni 100 g di materia protidica 16 g sono di azoto (nel caso preso in esempio è pari a 6,25 grammi); L’azoto viene eliminato attraverso l’apparato escretore, il sudore, la cute, i capelli e i peli, le unghie, il ciclo femminile, il latte materno, l’eiaculazione maschile. In caso di patologie si possono verificare ulteriori perdite di tale sostanza attraverso sforzi di vomito, drenaggi, superfici colpite da ustione e così via.

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Bilancio dell’azoto: cos’è e cosa indica

La quantità di proteine effettivamente assunta attraverso l’alimentazione è strettamente legata al bilancio dell’azoto: l’equilibrio nel bilancio significa che l’azoto assimilato con il cibo bilancia quello perso ogni giorno. Il bilancio risulta nullo in una persona sana, mentre in caso di malattia oppure dieta insufficiente diventa negativo, per via del catabolismo proteico. Negli sportivi e durante l’eta della crescita, sempre seguendo una alimentazione equilibrata, il bilancio tende invece ad essere positivo.

Per conservare un bilancio nullo o comunque tendente al positivo, la raccomandazione dell’Organizzazione mondiale della Sanità è quella di assumere 0,75 g – 1 g per ogni chilo di peso corporeo al giorno. Ne consegue che un uomo adulto che pesa 70 kg dovrà introdurre al giorno almeno 52,5 g di proteine totali al giorno, valore che soddisfa il fabbisogno minimo indicativo della maggioranza della popolazione.

La presenza dell’azoto distingue le proteine da tutti gli altri nutrienti: la parte di azoto allontanata dagli aminoacidi è incorporata nell’ammoniaca, che essendo un composto tossico per l’organismo, viene eliminato sotto forma di urea. Per valutare quindi le necessità proteiche di ogni singolo individuo è opportuno considerare il valore del bilancio azotato, che ci indica quanto dell’azoto è stato trattenuto nel corpo.

Tanto più azoto ingeriamo, tanto più ne eliminiamo: si calcola che in un uomo adulto le proteine nei tessuti ammontino a circa 5 kg: quotidianamente, per fronteggiare alle richieste metaboliche, circa 250 g di tali proteine vengono demolite e destinate alla nuova sintesi proteica, secondo un processo biologico chiamato turn-over proteico.

Com’è facile immaginare, nel periodo della crescita la sintesi proteica risulta particolarmente attiva, ad esempio con l’aumento naturale della statura e dei muscoli: in queste circostanze il bilancio dell’azoto diventa positivo poiché viene trattenuto più azoto a monte, per le necessità fisiologiche legate alla crescita stessa. Quando invece la dieta apporta poche proteine si riducono anche le perdite di azoto, tuttavia al di sotto di una certa soglia critica, si continua a perdere azoto in misura maggiore e il bilancio diventa negativo.

Bilancio dell’azoto e palestra

Per quanto riguarda nello specifico l’attività sportiva più intensa essa determina spontaneamente un bilancio positivo dell’azoto; alcuni ormoni quali il testosterone e l’ormone della crescita, favoriscono il guadagno di nuova massa muscolare, rendendo positivo il bilancio dell’azoto. Altri ormoni invece tendono a negativizzarlo e favoriscono quindi il catabolismo: parliamo ad esempio di cortisolo, prolattina e ACTH.

Se l’obiettivo dello sportivo è quello di conservare o aumentare la propria muscolatura magra, gli integratori che supporteranno maggiormente un bilancio dell’azoto positivo sono i classici supplementi proteici. I più utilizzati sono quelli ricavati dal siero di latte vaccino, noti anche come whey protein. Esistono anche proteine derivate dalle uova o dalla carne, anche se negli ultimi anni si stanno diffondendo ampiamente anche quelli di origine vegetale, che hanno per fonti piante come riso, canapa, piselli, soia.

Grazie all’utilizzo dell’integratore adatto, oltre a sostenere un bilancio positivo dell’azoto, limitiamo l’assunzione di elementi indesiderati che possiamo trovare negli alimenti di tutti i giorni. Soprattutto facciamo riferimento a quelli di origine animale, che hanno sicuramente un elevato valore proteico ma contengono anche grassi saturi e colesterolo: un eccesso di questi cibi porta il corpo umano ad ingrassare e ad aumentare il rischio di patologie, allergie, intolleranze.