Anti-austerity, gli integratori alimentari battono la crisi

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Crisi o non crisi? Questo è il problema. Se dovessimo far tornare in auge il dubbio amletico dell’essere o non essere, e decidere se la crisi economica italiana ci sia o non ci sia, sapremmo tutti cosa rispondere. C’è un mercato, tuttavia, che ancora gode di ottima salute e proprio non è intenzionato a sottomettersi all’austerità dilagante. Questo mercato è quello degli integratori alimentari. Nonostante gli italiani abbiano tagliato di gran lunga il loro budget in materia di spesa legata al benessere, secondo i dati emersi da uno studio Nielsen Market Track Healthcare, realizzato per FederSalus, alla fine di questo gennaio 2014, il mondo degli integratori ha fatturato ben 1.964,5 milioni di euro, per un totale di 141 milioni di confezioni vendute. Cifre che parlano chiaro, e tutt’altro che scoraggianti. Rispetto allo scorso anno, il trand di crescita ha registrato un +3,1% per quanto riguarda il fatturato, e un +2,1% in materia di confezioni vendute. Insomma, il mercato degli integratori alimentari, a quanto pare, non sta affrontando il periodo nero toccato in sorte ad altri settori quali quello dell’edilizia, dell’idraulica, o dell’imprenditoria in senso generale del termine.

Secondo un’altra ricerca condotta da GfK Eurisko, sempre per FederSalus, i nostri connazionali hanno invece ridotto la spesa complessiva dedicata al wellness del 5%. Ai costosi abbonamenti in palestra vengono preferite le corsette outdoor o gli esercizi casalinghi, agli alimenti “chic” e salutari si antepongono magari quelli più economici ma di scarsa qualità. Nel corso del 2013, sempre stando a quanto riportato dallo studio, gli integratori alimentari sono stati utilizzati almeno una volta da ben sette italiani su dieci: «In Italia, oggi, si contano più di 8mila integratori: un italiano su tre – come afferma Paolo Spriano, segretario nazionale SNAMID (Società di Aggiornamento per il Medico di Medicina Generale) – fa uso regolare di integratori, probiotici e alimenti funzionali, e la domanda è in continua crescita. Sempre di più, le persone sono orientate a tutelare il loro stato di salute non solo con interventi mirati alla prevenzione delle malattie o alla gestione dei fattori di rischio, ma anche semplicemente per migliorare il loro stato di benessere». Visto l’andamento del mercato, beh, è doveroso ammetterlo: “alla faccia della crisi”.