Aminoacidi ramificati vegetali: come riconoscerli

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Aminoacidi ramificati vegetali: quali sono

Amminoacidi ramificati vegetali, come facciamo a riconoscerli al momento dell’acquisto? Si tratta di una domanda che può riguardare in realtà qualsiasi categoria di integratore, se abbiamo scelto per motivi personali o di salute di limitare o non consumare derivati animali, oltre che a tavola, anche per quanto riguarda la supplementazione sportiva.

Iniziamo col dire che c’è sempre un’alternativa con fonte non animal per qualsiasi tipo di prodotto naturale per sportivi. E per non sbagliare è sempre importante leggere con attenzione le etichette e qualora l’informazione non fosse presente, possiamo contattare il nostro rivenditore di fiducia (ormai on-line le comunicazioni sono estremamente veloci) o direttamente la casa produttrice.

Amminoacidi ramificati vegetali, le fonti non animali

Di tutti gli aminoacidi sono nove quelli essenziali, quelli cioè che vanno assunti attraverso la dieta, dato che il corpo non è in grado di sintetizzarli da solo: istidina, isoleucina, leucina, lisina, metionina, fenilalanina, treonina, triptofano, valina.

Tutti e venti gli aminoacidi si trovano sia nei cibi animali e vegetali, anche se in natura i vegetali possono contenere basse quantità di un aminoacido essenziale che poi a livello di integrazione viene aggiunto, garantendo un profilo aminoacidico di pari qualità e quindi completo.

Quindi il primo aspetto da considerare è che anche le proteine vegetali sono in grado di soddisfare tutte le necessità dell’uomo a patto di nutrirsi di fonti diverse complementari e utilizzare integratori completi di tutti gli aminoacidi essenziali.

Quindi gli aminoacidi ramificati (e non) si possono trovare e ricavare a partire dalle proteine vegetali come i cereali, i legumi, la soia e derivati, frutta secca, i semi, le alghe, la frutta e la verdura. Anche nel caso dell’assunzione di integratori vegetali è opportuno non eccedere nelle quantità e rispettare i dosaggi consigliati, per non sovraccaricare il nostro organismo.

Amminoacidi ramificati vegetali, la canapa come fonte completa

A questo punto è interessante approfondire una fonte vegetale in particolare, i semi della canapa. Questa pianta dalle molteplici proprietà benefiche sulla nostra salute ha un elevatissimo valore nutrizionale racchiuso nei suoi semi e si distingue per questo anche dalle altre fonti vegetali. Il 25% dei semi è costituito da proteine in una straordinaria combinazione che prevede tutti gli aminoacidi essenziali per la sintesi proteica e per questo viene definito un alimento completo.

La qualità di queste proteine riguarda non solo il profilo degli aminoacidi ma anche l’apporto vitaminico, soprattutto di vitamina E e un ottimo quantitativo di sali minerali come potassio, magnesio e calcio. Per quanto riguarda la parte lipidica dei semi di canapa essa è costituita soprattutto da grassi insaturi come gli omega 3 e 6 che risultano utilissimi anche in caso di patologie. Il rapporto ottimale tra i grassi omega è perfettamente ripartito nei semi della canapa, sostenendo una corretta attività metabolica (spesso messa a dura prova dalle cattive abitudini alimentari moderne troppo ricche di cereali raffinati).

Amminoacidi ramificati vegetali e altri integratori

Abbiamo quindi menzionato aminoacidi e proteine di origine vegetale, per quanto riguarda altre famiglie integratori possiamo schematizzare così:

  • la maggior parte degli integratori di creatina non è di origine animale, per via più che altro di una convenienza economica a livello di produzione di creatina sintetica.  È comunque opportuno verificare nel sito del produttore l’origine della sostanza;
  • il tribulus terrestris è considerato un ottimo testo booster naturale, capace di aumentare spontaneamente la naturale presenza di testosterone libero nel sangue;
  • l’arginina, adatta a promuovere la sintesi proteica muscolare e a sostenere la presenza di ossido nitrico e quindi una maggiore vasodilatazione, è contenuta sia in fonti naturali che animali. Per quanto riguarda il mondo dell’integrazione si utilizzano nella maggior parte dei casi fonti vegetali, poiché ne sono molto più ricche e l’estrazione risulta più conveniente dal punto di vista della produzione industriale.