Aminoacidi ramificati: sapore e modalità di assunzione

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Sono sempre più numerosi gli articoli che la scienza dedica alle proprietà degli aminoacidi e di conseguenza anche il mercato è estremamente attento a questa categoria di supplementi naturali. Data l’enorme disponibilità e varietà che gli e-commerce di integratori mettono a disposizione degli utenti, è comune domandarsi secondo quali criteri orientare la propria scelta d’acquisto.

L’aspetto che vogliamo affrontare in questo articolo riguarda una caratteristica che non sempre viene tenuta nella giusta considerazione ossia il sapore dei ramificati, importante almeno quanto la loro solubilità. Le aziende miscelano con cura le polveri e gli additivi in maniera da ottenere formule dal sapore gradevole che riescano a disperdersi bene nell’acqua e nei succhi di frutta ma queste procedure d’altra parte incidono sul prezzo finale del supplemento così come la competenza di chi ha studiato le combinazioni degli ingredienti.

Aminoacidi ramificati: come riconoscere il gusto leggendo le etichette

Riconoscere il sapore di un prodotto leggendo semplicemente l’etichetta può orientare il consumatore meno esperto a indirizzarsi verso compresse o miscele, a seconda del proprio protocollo integrativo, dei propri obiettivi e dei principi attivi di cui si vuole testare l’efficacia.

D-Alanina, D e L-arginina, L-isoleucina, L-prolina, L-lisina, L-valina, D e L-acido aspartico hanno un sapore nullo o appena percettibile; il D-triptofano, D-tirosina, D-leucina e la D-fenilalanina hanno un sapore dolce. Caratterizzati invece da un gusto amaro sono il L-triptofano, la L-tirosina la L leucina, mentre un sapore decisamente sulfureo appartiene alla D ed L cisteina e alla L metionina. L’umami (acido L glutammico) ha un sapore tendente al salato ed è utilizzato per esaltare la sapidità di integratori ed alimenti.

Timing di assunzione degli aminoacidi ramificati

Gli aminoacidi ramificati sono aminoacidi essenziali e questo significa che il nostro corpo non li riesce a produrre autonomamente: è quindi necessario introdurli attraverso l’alimentazione o il giusto supplemento naturale. Dato che il metabolismo di queste molecole si verifica nei muscoli senza passare dal fegato il loro effetto risulta molto più rapido ed efficiente rispetto a tutti gli altri aminoacidi.

Sulla base di queste affermazioni il momento migliore per integrarli in polvere o compresse è indifferentemente prima, durante o dopo il proprio workout: si tratta in effetti di un prodotto estremamente versatile.

  1. Prima dell’allenamento una integrazione di aminoacidi ramificati risulta particolarmente utile soprattutto per quelli che si allenano a digiuno al mattino, con un effetto di riduzione dell’affaticamento che consente di ottenere una performance migliore.
  2. Durante l’allenamento gli aminoacidi ramificati aiutano a nutrire la muscolatura e sciolti una bevanda forniscono la giusta idratazione attenuando la fatica anche durante le sessioni più lunghe ed intense.
  3. Dopo l’attività fisica un supplemento di BCAA (con maggiore concentrazione di leucina) aiuta a riparare più velocemente le fibre e a recuperare. Grazie alla rapida assimilazione si attenua la fatica che può insorgere nelle ore seguenti all’attività fisica soprattutto per gli atleti che dopo essersi recati in palestra vanno a lavorare o svolgono altre attività.

Di tutti i formati presenti sul mercato i supplementi in polvere risultano a parità di peso più efficaci rispetto agli altri e il dosaggio indicativo varia tra i 5 e i 10 grammi per ogni somministrazione. Questo quantitativo corrisponderebbe circa a 15 compresse: nelle formulazioni in polvere non c’è necessità di aggiungere tutti gli ingredienti inerti che permettono alla compressa di mantenersi integra e conservarsi. Ecco perché a parità di peso gli aminoacidi ramificati in polvere hanno un contenuto molto più alto.